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BOLZANO. Bolzano, dopo la caduta dello Spagnolli ter, è rimasta senza giunta per 266 giorni, 38 settimane. Il sindaco Renzo Caramaschi ieri ha presentato al consiglio comunale la propria squadra di giunta. Lo ha fatto presentando il programma, promettendo «obiettivi effettivamente raggiungibili». La discussione è proseguita fino a tarda sera (al momento di andare in stampa il voto sulla giunta non si era ancora tenuto). Chi l’anno scorso c’era, si è presentato in aula ricordando lo choc del «nein» a Spagnolli di Anna Pitarelli. Questa volta i numeri sono più larghi (maggioranza di 25 su 23 necessari) e vige la tregua con gli scontenti del Pd. Spine nel centrodestra. Giorgio Holzmann (Alleanza per Bolzano) annuncia la sua astensione, staccandosi dalla opposizione. Gabriele Giovannetti (Uniti per Bolzano): «Faranno da stampella alla maggioranza?». Caramaschi ha presentato con fervore le proprie idee. Le opposizioni danno atto. «Ammiro la passione», complimento frequente, prima di inoltrarsi nelle critiche. Rieder (M5S) straccia il programma. Caramaschi: «Questo non si fa. Risponderò a tutti, non a lei».
LA SQUADRA. Questa la giunta. Il sindaco Renzo Caramaschi, ex city manager, tratterrà per sé bilancio, polizia municipale, ufficio legale, società partecipate (con Baur) e il nuovo assessorato, cui tiene molto «innovazione, organizzazione, trasparenza e legalità». Il vicesindaco Christoph Baur, avvocato, candidato sindaco della Svp, riceverà le deleghe a urbanistica, attività economiche e turismo. Sandro Repetto (Pd), agente immobiliare, lunga esperienza in Comune, torna in giunta con le competenze su cultura, politiche sociali e patrimonio. Luis Walcher (Svp), contadino, ora dirigente della importante società di servizi Markas, già consigliere comunale, approda in giunta con le deleghe su lavori pubblici, appalti, protezione civile e i contributi alle associazioni di lingua tedesca (prenderà aspettativa da un lavoro che lo vede impegnato in importanti appalti pubblici). Monica Franch (Pd), assessora dal 1995 al 2005, attualmente segretaria particolare di Roberto Bizzo alla presidenza del consiglio provinciale, torna con le deleghe a scuola, personale e tempo libero. Maria Laura Lorenzini (Verdi), architetto in Provincia, sarà assessore a mobilità, ambiente e pari opportunità. Angelo Gennaccaro (Io sto con Bolzano), responsabile della comunicazione e insegnante, già consigliere comunale, debutta come assessore a sport, politiche giovanili, decentramento e anagrafe. Con i suoi 33 anni, sarà uno dei più giovani assessori del Comune di Bolzano.
IL PROGETTO DEL SINDACO. Caramaschi apre alle opposizioni, cui anticipa che proporrà la presidenza di alcune commissioni (Organizzazione e innovazione, ad esempio) «Mi auguro che su alcuni punti le visioni possano coincidere». Parte con la volontà di mettere mano alla macchina comunale, avvalendosi di un consulente (a costo zero). Insiste sulla trasparenza, su un consiglio comunale che lavori più nelle commissioni e meno in aula. I consigli di quartiere «o si cambiano o si chiudono». Il city manager si fa sentire. I dirigenti dovranno ruotare, perché «si evitano eventuali incrostazioni». Gli assessori avranno una tabella di marcia: «Obiettivi annuali, pubblici, su cui riferiranno». Sulle società partecipate una stretta e riflettori accesi: Cda più snelli e meno pagati. «Ci saranno resistenze. Decidere che gli incarichi non potranno essere più di due non sarà semplice». La Assb, nota dolente. Serve un Cda e soprattutto, «basta con le guerre tra dirigenti». E la Assb deve lavorare bene. «C’è un impoverimento, va riconosciuto». E i giovani vanno trattenuti qui, dopo lo studio, incentivando il lavoro di qualità. Reduce dal giro in «incognito» sulle baby gang, Caramaschi ribadisce che di sicurezza nei quartieri ci si dovrà occupare, con più vigili, telecamere, sport (piscina a Casanova-Firmian, campo da rugby) e cultura (iniziative e il centro di arti contemporanee ai Piani). Ribadisce il progetto di estinguere il debito comunale per recuperare denaro fresco per ridurre le tasse (addizionale Irpef, forse l’Imi). Le trattative sul programma, con ping pong tra Verdi, Pd e Svp? «Abbiamo smussato, ne è venuto un colore gentile». Sull’inceneritore il compromesso c’è: aumentare i conferimenti del 5%. Per le grandi opere il progetto per eccellenza è la variante della Ss12 o, se possibile, l’A22 in galleria e l’attuale tracciato usato come circonvallazione. Il 55 quinquies va sterilizzato, « fa schifo».
I CONSIGLIERI. Dura la reazione del Movimento 5 Stelle. «Vi apprestate a rendere edificabili decine di ettari dell'areale, e ve ne vantate pure», gela Davide Costa. Luigi Nevola (Lega): «Integrazione non è abbassare le braghe». Mario Tagnin (Uniti per Bolzano) sottolinea: «Dov’è il sostegno alle imprese nel concreto?». Marco Galateo (Lega) elenca sfortune di persone concrete, «che non entrano nei programmi. A proposito, non tutta la maggioranza ha firmato il programma: manca la firma di Volanti (Pd)». Sul fronte della maggioranza, Della Ratta (Psi) rivendica libertà di parola, «del programma molto mi piace, ma non tutto». Randi (Pd) chiede alla giunta «non dimenticate il distretto di Oltrisarco, la casa delle donne, e i Sinti». Puglisi Ghizzi (CasaPound), parla di «Svp pigliatutto». Forest (Uniti per Bolzano) critica il piano di chiusura del debito («ci costerà»). Holzmann assicura giudizio «sostanzialmente» positivo.
LA REPLICA. Caramaschi si accalora. «Cementificatore? Lobby? Date giudizi su chi non conoscete. In 40 anni, mai un avviso di garanzia». Cavallo pazzo? «Per smuovere certe lumache un po’ di pazzia aiuta». Gli immigrati? «Vengono qui per farsi una vita e imparano le lingue in quattro secondi. Sono andato al centro islamico e sono stato durissimo: avete diritti e doveri». Finisce con un vero show. «Mi basterebbe ridare il sorriso alla città».


