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BOLZANO. «Prima di parlare di municipio aspetto che me lo chiedano». Ma si dice che il Pd abbia il suo nome nel cassetto come candidato sindaco...«Allora che lo tirino fuori. Io fino ad ora non ho avuto nessun contatto ufficiale». Umberto Tait è al suo tavolo delle riunioni. Intorno, tanti primari. È in ospedale. «E per adesso sto qui». Il direttore del comprensorio bolzanino è uno dei nomi. Lo aveva fatto Bressa, "en passant", alla leopoldina. Il suo e quello di Paolo Montagner. Altro funzionario provinciale. Ma quasi subito sfilatosi dalla corsa. «Tait sta nel mezzo, ma i due estremi delle valutazioni sono da una parte Renzo Caramaschi e dall'altra Francesco Palermo», dice una fonte autorevole della segreteria democratica. La differenza tra Caramaschi e Palermo è che uno è già in campo, l'ex city manager, l'altro invece non vorrebbe ancora scenderci. Ieri era a Roma: «Lo so, lo so...». Che cosa senatore? «Che il Pd sta facendo pressione. Che il mio nome gira». E quindi? «Dovrei cambiare la mia vita. Io faccio ricerca. È quello che ho sempre fatto». Ma ora è a Roma a far politica...«E tante volte mi chiedo chi me lo ha fatto fare. Ma il sindaco è ancora più complicato. È un lavoro che ti assorbe totalmente. E poi...». Poi? «Le condizioni sono ancora così confuse. Voglio dire che non sappiamo con quale legge elettorale andremo al voto, quali saranno le coalizioni, i programmi...». In verità Carlo Costa e gli altri hanno detto: prima il programma con pochi punti ma ineludibili e poi, eventualmente, le alleanze. Le va? «Questo mi va e molto. È un punto essenziale. Sapere prima cosa fare e come e poi, ma solo dopo, con chi. Ecco, questo sarebbe una svolta importante se fosse realmente attuata». Insomma, mentre Renzo Caramaschi è pronto, Palermo no. Non ancora. Non adesso. Ma se il suo no sia definitivo o legato alle cose così come stanno ora, lo si saprà solo a gennaio. Da oggi ad allora, nel Pd ci si muove tra questi due poli. La ragione? Sono due figure in grado di convogliare consensi all'interno ma soprattutto all'esterno. Caramaschi ha l'appoggio della minoranza che si riconosce in Bizzo ma il suo pragmatismo potrebbe aprirgli alcune altre porte. Ma è soprattutto in grado di tenere insieme gli ecosociali: sono stati molto espliciti, a suo favore, alcuni "endorsement" giuntigli da quell'area politica. Palermo a sua volta, oltre a portare in dote una trasversalità culturale col centrosinistra, è stato votato al Senato anche dalla Svp ed è dunque fungibile rispetto ad una riproposizione dell'asse che ha governato Bolzano negli ultimi anni. Umberto Tait rappresenta la scelta centrista. Guarda a lui anche l'area cattolica anche se resta da valutare il suo ruolo nel sistema ospedaliero: come proseguirà la sua carriera nell'Asl, quali sbocchi, se la concluderà o meno. Il rapporto col mondo di lingua tedesca è decisivo e Tait può contare sulla rete di relazioni che ha curato in tutti questi anni all'interno di un assessorato condotto da un responsabile di lingua tedesca. Poi c'è il problema dell'"appeal". Inteso come riconoscibilità popolare del candidato. E qui le valutazioni sono legate all'immagine e al fatto che un volto sia già transitato pubblicamente o meno. Alcuni hanno già tratto le loro conclusioni, all'interno del Pd. Altri no. Tra questi, c'è un'area che sta molto spingendo per una candidatura al femminile. Chiara Pasquali tace, a questo proposito. Ma che lo faccia depone a favore di una sua possibile candidatura tra qualche mese. Una donna sindaco sarebbe la prima volta per Bolzano. Anche su questo si conta, in alcuni settori del Pd, per smuovere un elettorato che si teme più distratto del solito.(p.ca.)


