BOLZANO. Tempi biblici per la nomina del nuovo primario di Cardiologia del San Maurizio. A quasi 10 mesi dalla chiusura del bando per l’assegnazione dell’incarico ed a 5 mesi dal colloquio per la valutazione degli aspiranti, tutto tace. Non un bel segnale in un periodo nel quale l’Asl dovrebbe accelerare visto che cerca più di 100 medici ed il San Maurizio si prepara ad un ricambio generazionale che vedrà lasciare molti dei suoi migliori primari. Non un bel segnale se pensiamo poi che altri primari - nominati da poco - si preparano a salutare l'Alto Adige: altrove continueranno a fare i medici ma anche i professori universitari, i ricercatori e guadagneranno molto di più all'interno di un sistema dinamico, che considerano più attrattivo e stimolante.

Insomma sarebbe il caso che Cardiologia si desse una mossa. E poi lo stesso Hubert Messner - presidente del sindacato dei primari Anpo - a proposito di certi tempi biblici ultimamente è stato molto chiaro: «Abbiamo chiesto all'Azienda di programmare fin da ora i pensionamenti e strutturare il passaggio perchè non è possibile far passare mesi e lasciare per anni i reparti nelle mani dei facente funzioni».

Al momento però nessuna nuova. A guidare Cardiologia a tutt’oggi è Rainer Oberhollenzer, facente funzioni ormai da oltre sei anni, in attesa che il direttore generale Thomas Schael, cui spetta il compito di trovare la figura più adatta per attuare un programma di rinnovamento, effettui la scelta finale visto che i candidati sono stati dichiarati idonei.

Accanto a Oberhollenzer, che si propone come prosecutore naturale di una solida continuità assistenziale, oltre a diversi candidati molto seri già operativi all’interno di Cardiologia (Andrea Erlicher, ecacardiografista; Peter Knoll, ecocardiografista; Alessandro Mautone, emodinamista del San Maurizio e ancora Edoardo Bonsante, ecocardiografista), resta da mesi al palo anche Corrado Carbucicchio, 53 anni, bolzanino, responsabile di un’Unità operativa di Aritmologia interventistica e professore a contratto presso l’Università di Milano, candidato con il curriculum più forte e la massima visibilità scientifica (tra l’altro membro del board dell’associazione europea di Aritmologia).

All’Asl il compito di scegliere e di farlo in fretta.

Ed a proposito della delicatezza della scelta ricordiamo che un’altra Cardiologia, quella dell’ospedale Tappeiner di Merano, pochi anni fa aveva vissuto momenti difficili. Era il 12 ottobre del 2009 quando la commissione di esperti presieduta dall’allora direttore sanitario della Asl unica Oswald Mayr (con Corrado Vassanelli e Irene Lang) dichiarò l'idoneità dei tre aspiranti al primariato di Cardiologia dell'ospedale di Merano: Andrea Erlicher, Peter Knoll e Rupert Paulmichl. Secondo la commissione, il dottor Paulmichl «ha un'esperienza cardiologica quasi esclusivamente clinica e attività scientifica limitata. Pur con l'esperienza acquisita, non ha raggiunto una completezza per poter essere primario». L’ex direttore generale dell’Asl - Andreas Fabi - fece comunque la sua scelta e lo nominò ma iniziarono a piovere i ricorsi di Knoll ed Erlicher. Scesi nella tenzone anche a Bolzano.