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MERANO. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà in città domenica insieme al presidente austriaco Alexander van der Bellen, protagonisti delle celebrazioni al Kursaal per i 25 anni trascorsi dalla chiusura della vertenza altoatesina di fronte all’Onu. C’è attesa, in riva al Passirio, per l’arrivo dei due Capi di Stato che avranno anche modo di parlare dei problemi che riguardano i loro due Paesi.
Ma come vivono questa vigilia i meranesi? Abbiamo voluto sentire quattro esponenti della vita sociale cittadina chiedendo loro un desiderio, un messaggio, delle considerazioni che intendono rivolgere al presidente della Repubblica. «Anzitutto siamo onorati della presenza, sia pure breve del presidente Mattarella, nella nostra città che fa dell’ospitalità una delle sue principali caratteristiche - chi parla è Daniela Zadra, direttrice dell’Azienda di soggiorno - L’auspicio è che anche il Capo dello Stato possa apprezzare le bellezze di Merano che è una perla nel settore turistico. Possiamo essere d’esempio per altre località italiane nel tipo di organizzazione che riguarda la ricettività degli ospiti: questo è l’augurio che mi permetto di fare».
Gundolf Wegleiter, fiduciario cittadino dell’Unione commercio, nel dare il benvenuto al presidente Mattarella, evidenzia il ruolo di Merano «diventata una città aperta , dove anche il commercio ha assunto un ruolo importante sia per i residenti che per gli ospiti. La città è anche multiculturale. E questa virtù le consente di essere in perfetta sintonia con il mondo che sta cambiando. Al presidente Mattarella vorrei chiedere di seguire, con la massima attenzione, il problema dei migranti: la loro accoglienza non è semplice ma funziona. Serve mantenere il giusto equilibrio fra i diritti ed i doveri anche dei profughi».
Un messaggio accorato è quello di Barbara Nesticò, capo della ripartizione istruzione, cultura e servizi sociali del Comune: «Nel dare il più cordiale benvenuto al Capo dello Stato per il suo breve soggiorno meranese, vorrei ricordare che Merano è una città ponte fra due culture, quella italiana e quella tedesca, che sono rappresentate in modo paritario nella propria cittadinanza. Una città vivace dal punto di vista culturale che candiderà al titolo di capitale della cultura per il 2020 insieme ad altre 45 città del nostro Paese. Mi piacerebbe chiedere al presidente della Repubblica se pensa che la nostra possa essere un’aspirazione legittima o se invece può risultare in qualche modo come una sorta di provocazione». Infine la parola ai giovani. Daniele Di Lucrezia, presidente della consulta giovani, nel ricordare il discorso che Mattarella ha fatto al meeting di Rimini, si rivolge al Capo dello Stato «convinto della sua attenzione nei confronti della gioventù che deve essere sostenuta ed incoraggiata. I giovani devono sentirsi vivi, contare di più a tutti i livelli. Una consulta comunale, come quella che presiedo, ha bisogno di contare di più a livello istituzionale».


