BOLZANO. Dal 27 ottobre a ieri pomeriggio sono stati raccolti 240 milioni di euro. Si è concluso così, con successo, l’aumento di capitale per la Cassa di risparmio di Bolzano. Il perché? Le condizioni di partenza non erano ottimali, visto quanto accaduto in passato: vedi, ad esempio, il rosso di 231 milioni nel bilancio 2014. Quindi, missione compiuta. Tra i sottoscrittori la parte del leone viene fatta dall’azionista di maggioranza, la Fondazione, che ha partecipato alla ricapitalizzazione con 178,2 milioni e che, dal 66% delle quote, passa adesso al 65,8 per cento. Ma è da sottolineare il contributo dato dai nuovi investitori istituzionali con circa 40 milioni e pure dai piccoli azionisti, che nonostante «l’aria che tirava», con il crollo verticale del valore della singola azione, hanno comunque risposto in modo positivo, mettendoci altri 32 milioni di euro e passando come numero, dai 23.900 di fine 2014 a quota 26.100 di adesso.

Orgoglio dell’attuale dirigenza - in testa il presidente Gerhard Brandstätter, il vicepresidente Carlo Costa e l’ad e direttore generale Nicola Calabrò - che rimarcano il ruolo di banca regionale dell’istituto di credito. Dopo le ispezioni di Bankitalia e di Consob ed in attesa della valutazioni dell’istituto di via Nazionale su eventuali sanzioni nei confronti della vecchia dirigenza, è lo stesso Costa a sottolineare che sono in atto azioni di responsabilità da parte di Carispa per quanto accaduto in passato nei confronti di eventuali responsabili dei danni subiti da Carispa.

Grazie alle sottoscrizioni raccolte, la Banca supera i livelli prefissati in termini di ratios patrimoniali raggiungendo un livello di Cet1 di 11,20% ed un livello di Tier1 di 11,94% (contro un target dichiarato ad avvio dell'operazione rispettivamente pari al 11,17% ed 11,89%). Questi valori sono ampiamente superiori ai livelli regolamentari e permettono alla banca di realizzare le sfide del piano di sviluppo 2015/2019. La parte obbligazionaria (Additional Tier1) dedicata agli investitori istituzionali ha raggiunto un ammontare di 45 milioni di euro in linea con le stime.

Per quanto riguarda la parte complementare, che non rientrava fra gli obiettivi di natura patrimoniale poiché non avrebbe accresciuto i ratios di capitale (rappresentata dalle obbligazioni convertibili Tier 2 che potevano essere sottoscritte in abbinamento con le azioni), la banca ha seguito le indicazioni delle autorità di vigilanza limitandone il collocamento ai soli soggetti che lo hanno richiesto esplicitamente e disponevano di particolari caratteristiche in materia di profilo di rischio. Quindi, a tale proposito si registra un collocamento di 0,4 milioni di euro. La sottoscrizione da parte dei nuovi investitori istituzionali (Fondazione Cariplo 20 milioni, Eurovita Assicurazioni 10 milioni, Isa 3 milioni, Tiroler Sparkassen 2 milioni, Banca Sella Holding 1,7 milioni, Sparkasse Offenburg/Ortenau un milione, F.lli Lunelli Spa 0,8 milioni, Kärntner Sparkasse 0,8 milioni di euro) è avvenuta dopo che questi hanno sottoposto le due operazioni al vaglio di organi tecnici che hanno dovuto valutare la situazione di Carispa, il piano di sviluppo e le condizioni economiche dell'offerta.

I piccoli azionisti hanno contribuito con 32 milioni di euro e questo risultato viene giudicato positivamente tenendo conto che le sottoscrizioni sono state effettuate seguendo regole molto severe per rispettare le procedure concordate con la Consob per rispettare le normative in materia di propensione al rischio ed alle limitazioni sulle concentrazioni degli investimenti. Con l’aumento di capitale Carispa arriva adesso a quota 700 milioni in totale. Da piano industriale il ritorno agli utili e dividendi è previsto già nei prossimi anni, mentre sul bilancio 2015 peserà la norma salva-banche varata a livello nazionale che impone un obolo anche a Carispa. Per la Fondazione, dopo averci messo tutti questi quattrini, in futuro è d’obbligo che la banca torni a macinare utili, in attesa di definire di quanto scendere a livello di partecipazione.

«Siamo convinti che la banca possa ora guardare al futuro con serenità e possa dedicarsi al raggiungimento degli obiettivi economici del piano quinquennale. L'aumento di capitale rinsalda il legame con la Fondazione ed il nostro territorio e ci ha permesso di far entrare nuovi investitori che saranno al nostro fianco per realizzare le sfide dei prossimi anni», così Brandstätter. «Ringrazio tutti coloro che hanno dimostrato di avere fiducia nella nostra banca, che giocherà un ruolo sempre più importante come primaria istituzione finanziaria del territorio. La banca realizza un importante risultato, che è il frutto di tanti mesi di duro lavoro. Abbiamo dedicato un grande impegno per questa operazione effettuando tanti incontri informativi sul territorio», chiude il presidente di Carispa.