BOLZANO. Segnaletica di montagna: il lavoro è terminato. La commissione che rappresenta governo e Provincia ha esaurito il proprio compito. Il dossier passa ora alla politica, che dovrà decidere se accogliere o meno la proposta. Governo e Provincia dovranno anche integrare alcune questioni controverse, su cui i quattro tecnici non hanno trovato una intesa. «Gli esperti non hanno risolto tutto», conferma il presidente Luis Durnwalder. Il fascicolo è ancora riservato, ma Durnwalder anticipa: «Non ho visto il lavoro. Da quanto mi è stato riferito, è stato raggiunto un compromesso e quindi non saranno contenti al cento per cento né gli italiani né i tedeschi». Da quanto si intuisce, il compromesso che dovranno accettare gli italiani sarà una certa decurtazione sulla microtoponomastica. Va ricordato che l'accordo Durnwalder-Fitto prevede la ricerca di una intesa sui 1500 toponimi monolingui in tedesco verificati dai carabinieri nei 36 mila cartelli installati dall'Avs.

La commissione paritetica è composta da Francesca De Carlini e Guido Denicolò di nomina governativa e per la giunta provinciale da Karl Rainer e Ferdinand Willeit (alternato a Hugo Valentin per le questioni ladine). La microtoponomastica sarà la pietra di paragone dell'accordo. La sensazione che la lista non conterrà un gruppo di nomi italiani presenti oggi sulle cartine sembra confermata da Durnwalder: «Il filo del ragionamento può essere questo. Molte malghe sono collegate a un maso. Il nome del maso è deciso dalla famiglia proprietaria, è accatastato e non può essere modificato. Spesso si tratta proprio del nome di famiglia. Quindi anche il nome della malga dovrebbe restare nella dizione originaria».

Durnwalder fa un esempio: «C'è Steinhof e quindi Steinalm, ma è stata tradotta in malga Sassi, mentre non dovrebbe». Malga Sassi o Malga Sasso? Perché è la famosa Malga Sasso (teatro della strage del 1966) che è conosciuta come la versione italiana di «Steinalm». L'altro tema forte di discussione ha riguardato le frazioni. Quanti masi devono esserci, perché un agglomerato venga considerato frazione? Scontato invece, ricorda Durnwalder, che ogni dizione tecnica come «malga» e «sentiero» debbano tornare sui cartelli anche nella dizione italiana. A Palazzo Widmann attendono solo che la commissione chiuda formalmente l'incarico ricevuto. «A quel punto il materiale verrà inviato alla giunta e al commissariato del governo, che a sua volta lo sottoporrà al ministro Raffaele Fitto», riassume Durnwalder. L'incartamento è atteso nel giro di pochi giorni, di sicuro entro la fine di febbraio. Le indiscrezioni raccontano di una commissione che ha lavorato in un buon clima, accantonando, perché se ne occupino governo e Provincia, la materia su cui nno è stata possibile una intesa. «Manca la soluzione su un toponimo in Valle Aurina», ha fatto sapere il deputato del Pdl Giorgio Holzmann.

Questa versione viene confermata a Roma. Lo racconta il deputato della Svp Karl Zeller, che mercoledì ha parlato a lungo con il ministro Raffaele Fitto. Così Zeller: «All'incontro era presente anche il capo di gabinetto del ministro, che in settembre aveva curato la stesura dell'accordo tra ministro e presidente Durnwalder. Ho avuto la sensazione che il lavoro della commissione tecnica venga giudicato positivamente anche al ministero». La Svp non fa mistero che quell'accordo potrebbe essere tenuto come base anche per la legge provinciale sulla toponomastica.

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