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BOLZANO. E' il suo compleanno, sono 33. Ma Marco Caruso non riceve una telefonata di auguri: "L'illuminazione? Sì è vero, è un problema, manca da troppo. Comunque, prendo nota. In che via? Grazie, mi faccio sentire...". Quello che si dice il quartiere. Non importa se sei consigliere di circoscrizione (Unitalia), importa che ti faccia vedere, che conosci. "E che ascolti - dice Caruso - e che dedichi tempo. Invece la politica spesso promette e poi grazie e arrivederci". Lui è dentro quel particolare ambito ideologico che si usa definire "destra sociale". Attenta più ai bisogni che agli slogan e che combatte fianco a fianco con la sinistra di quartiere, quella operaia. Si annida nei bar e nei circoli delle bocce. Caruso fa l'idraulico. Anzi, faceva. Con la crisi la ditta ha chiuso e adesso è disoccupato. E nuota come un pesce nell'acqua a Don Bosco.
Sempre lì?
"Sempre. Ma andiamoci piano. Don Bosco non è solo problemi. C'è la gente, ci si conosce, spesso ci si aiuta. E' bello viverci ".
E sempre con Seppi...
"Dal 2010. Ma sono sempre stato di area. Anche se esserlo nei quartieri vuol dire parlare come chi ci vive. C'è socialità e io ne approfitto per capire cosa manca. Ma non solo le questione grosse. Anche la buca, la luce che non c'è, il degrado. E gli anziani, che chiedono di essere ascoltati".
Cosa resta della destra nazionale?
"Tutto quello che conta. L'identità, l'Italia, la nostra presenza messa in discussione, la toponomastica. Ma adesso il fronte è anche la crisi, i tagli alle case di riposo, i disabili in difficoltà. Non sa quante battaglie ho fatto per le barriere architettoniche".
Ma anche altre, no?
"E certo. La casetta delle Semirurali da salvare. Fino a ieri eravamo solo noi a chiederlo. E poi i pidocchi, ricordate... Non una cosa da nulla. Poi via Genova e l'asfalto".
Voi avete trovato l'intesa con Urzì e Lillo. Lo volevate?
"Come no. E' quello che ci chiedeva la gente: ragazzi, unitevi. L'abbiamo fatto".
Ma la Lega no. E ha riempito la piazza...
"Ma con Salvini, non con quelli di qui. Loro non li conosce nessuno. E ci hanno sbattuto la porta in faccia quando chiedevamo di correre insieme. Vogliono sfruttare il vento di Salvini ma non basterà. Spero almeno che, se andiamo al ballottaggio, appoggino la destra".
Due cose che farebbe subito stando in Comune.
"Farei sentire nei quartieri che il municipio c'è, che non pensa solo al centro. E poi starei vicino agli anziani, alle mamme. E farei una mappa del degrado. Ci sono zone dove c'è solo sporcizia e buio. Zone franche. E' lì che bisogna iniziare se si parla di sicurezza. Pulizia, illuminazione e controllo del territorio. Che i vigili si facciano vedere... E invece vediamo sempre più nomadi e mendicanti". (p.ca.)


