MONTAGNA. È stata una vera e propria festa, ovviamente accompagnata da buon vino, la consegna del certificato «Casa Clima Wine» alla nuova cantina Pfitscher, mercoledì a Montagna. Si tratta di un nuovo sigillo che l’Agenzia Casa Clima della Provincia assegna alle aziende vinicole, dopo aver valutato la compatibilità ambientale e il comfort abitativo dell’edificio, il consumo di energia e acqua nella produzione dei vini, la scelta degli imballaggi ma anche le conseguenze del trasporto. Quello assegnato ieri a Klaus Pfitscher e alla sua azienda è il primo riconoscimento di questo tipo in Italia. «Conquistarlo non è stato certo facile - ci dice il titolare - perchè i requisiti richiesti sono davvero tanti e riguardano tutti i livelli della produzione: dalla vigna al prodotto imbottigliato e spedito, tutto deve essere mirato alla qualità e alla compatibilità ambientale». È nei luminosissimi locali della sala di degustazione che Klaus Pfitscher, la moglie Monika ed i figli Marion, Daniel e Hannes ci parlano del loro progetto e della soddisfazione per questo riconoscimento così prestigioso: «Era ormai da diversi anni che, frequentando fiere e esposizioni nel settore vinicolo, che avevamo elaborato l'idea di una nuova sede per la nostra azienda, ma anche di una nuova filosofia produttiva basata sulla qualità e sul rispetto dell'ambiente e del territorio. Il maso di famiglia, nel centro del paese, non era più funzionale alla nostra attività che comportava un certo impatto anche per il paese stesso. Così abbiamo deciso di spostarci proprio in mezzo ai nostri vigneti e di realizzare una struttura nuova e più funzionale. Il progetto del geometra Gabalin ci ha convinto più di altri che ci sono stati proposti e che non rispecchiavano fedelmente quello che noi volevamo dalla nuova cantina. Qui abbiamo una struttura che è in perfetta armonia, per colori e materiali impiegati, con il paesaggio in cui è immersa. Una casa che, grazie alle vetrate del salone, ci piace definire "trasparente", nel senso che si lascia attraversare dallo sguardo». In effetti la vista che si gode dalla sala vetrata della cantina è spettacolare, e spazia su tutta la Bassa Atesina, fino a Bolzano. Ovviamente il risparmio energetico è uno dei primi criteri da soddisfare: i pannelli fotovoltaici sul tetto alimentano una pompa di calore che garantisce la refrigerazione degli ambienti. Una caldaia a legna fornisce il calore necessario durante l'inverno. L'acqua piovana è recuperata nella quasi totalità. Limitato al massimo l'inquinamento luminoso. Tutta la struttura è completamente coibentata. Questo permette di coprire il 60 per cento del fabbisogno energetico di casa e azienda con energie rinnovabili».

Ma per il certificato «Casa Clima Wine» questo non basta. «La sostenibilità deve riguardare tutti gli aspetti della produzione: limitato uso di antiparassitari, recupero dell'acqua di irrigazione, uso preponderante di vetro e cartoni da imballaggio riciclati. E anche il comfort degli ambienti lavorativi per gli impiegati e per i visitatori». Premiati, oltre alla famiglia Pfitscher, anche il geometra German Gabalin, autore del progetto e Oskar Dibiasi, come consulente energetico.

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