BOLZANO. «Come giro d’affari siamo tornati ai livelli pre-crisi del 2007»: il commento, soddisfatto, è di Carlo Perseghin, presidente provinciale della Fiaip, la federazione italiana agenti immobiliari professionali. Nel primo semestre del 2016 le compravendite di case in provincia di Bolzano sono cresciute del 9 per cento, mentre nel resto d’Italia («il totale è stato di 450 mila») ci si è fermati al 6 per cento. Il capoluogo altoatesino si conferma, ancora una volta, più dinamico e reattivo rispetto al resto della penisola. I dati della Fiaip sono stati ampiamente confermati dalla Banca d’Italia, il cui bollettino fa riferimento invece al primo trimestre 2016: a Bolzano, da gennaio a marzo, sono stati erogati mutui per 120,2 milioni di euro. Nei tre trimestri precedenti il giro d’affari era stato di 113,2 milioni (aprile-giugno 2015), 125,3 milioni (luglio-settembre 2015) e 149,1 milioni (ottobre-dicembre 2015). Ciò significa che nell’ultimo anno rilevato (aprile 2015-marzo 2016) sono stati erogati mutui per 507,8 milioni di euro.
L’analisi per Bolzano. Perseghin ha osservato a lungo gli istogrammi che fanno capire come il momento sia favorevole per comprare casa. Per Bolzano si tratta, per la cronaca, della settima rilevazione trimestrale positiva. «Su questo risultato complessivo - spiega il presidente provinciale della Fiaip - hanno inciso la stabilizzazione dei prezzi degli immobili, l’incremento delle compravendite ma anche la sensibile impennata nell’erogazione dei mutui. In questo momento i tassi sono decisamente vantaggiosi, nell’ordine del due per cento anche per i contratti a lungo termine».
Dati regionali in crescita. Anche se consideriamo la regione nel suo complesso i dati diffusi dall’ufficio studi Tecnocasa - sulla base del bollettino pubblicato dalla Banca d’Italia - confermano il trend assolutamente positivo. Il giro d’affari, tra Bolzano e Trento, è stato di 281,4 milioni da gennaio a marzo 2016 (+73,5% rispetto al 2015), ma se consideriamo i dati dell’ultimo anno (aprile 2015 - marzo 2016) si supera per la prima volta dopo un decennio il miliardo di euro (1.006,5 milioni di euro).
Banche-immobiliariste. Dopo i decreti che permettono alle banche di diventare proprietarie dei beni di cittadini e imprese (con il pignoramento dopo 18 rate non pagate), il Governo ha chiesto (nella decima commissione) di ritirare tutti gli emendamenti che avrebbero voluto impedire alle banche di essere proprietarie di agenzie immobiliari. Gli emendamenti erano stati presentati da senatori del Pd, di An-Ncd-Udc, Forza Italia e Gruppo Misto, che rappresentano oltre il 75% dei voti. «È sconcertante vedere il Governo - commentano lo stesso Perseghin e il presidente nazionale Fiaip Paolo Righi - opporsi a una richiesta arrivata dalla maggioranza dei partiti. Nonostante questo l’esecutivo ha imposto la sua linea. Dopo i recenti decreti approvati dal Governo che permettono alle banche di diventare proprietarie dei beni immobili di chi è in ritardo con le rate del mutuo, dopo la creazione del Fondo Atlante e la ricerca di 40 miliardi per salvare alcuni istituti, il Governo consente dunque alle banche anche la vendita degli immobili. A breve si creerà un oligopolio che permetterà, ad alcune banche, di concedere il mutuo, espropriare l’immobile di chi è in ritardo con i pagamenti, diventarne il proprietario e venderlo attraverso la propria agenzia immobiliare facendosi pagare la provvigione».
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