BOLZANO. Il restauro e la storia. Ma pure la casa comune di una comunità delle culture. Ecco come sta fuoriuscendo dal suo possibile degrado la Waaghaus, la casa della Pesa, antico snodo della Bolzano dei commerci e dei dazi imperiali. «È una riqualificazione che svela la storia» dice Klaus Widmann. Ma anche l'arte. Dai muri e dalle stanze riemergono decori quattrocenteschi, vengono rigenerati affreschi e volte. L'obiettivo: fare della Casa della pesa , la casa delle associazioni. «Chi ci sarà? Un bel po' di uffici di chi si impegna da anni nella società » dice Widmann, che per la Fondazione Cassa di Risparmio, che aveva acquistato l'immobile dal Comune, sta coordinando i contenuti del progetto. Quest'ultimo, in senso strutturale e architettonico, è invece nelle mani di Wolfgang Piller, dello studio Piller-Scartezzini. I lavori? Avanzano veloci. La notizia? «A ottobre di quest'anno la riapriamo». E per farci entrare una serie di istituzioni. Eccole, ormai acquisite anche nella collocazione logistica: gli uffici dell'Euregio, con impiegati altoatesini, trentini e tirolesi, che oggi sono ospitati all'Eurac; il Filmfestival, il gruppo Waagstation che raduna alcune coop come la "19" e Fotoforum; due importanti fondazioni da poco in procinto di unirsi, fondendosi: il Busoni e la Gustav Mahler; il Jazz Festival. Queste saranno distribuite tra il primo e il secondo piano. Poi il "format" del piano terra, dentro un concetto integrato anche con associazioni esterne che, come anche lo Stabile, potranno avere li uno dei loro punti vendita . «L'idea - aggiunge Widmann che è uno dei motori dell'associazione Casa della Pesa- è di dotare lo stabile così recuperato anche di un affaccio per i bolzanini. Un bar, un ristorante, un luogo in cui ospitare mostre temporanee o allestimenti a cura del Fotoforum o del Jazz Festival o dello stesso teatro». Un parterre capace di andare oltre il concetto di info point per riuscire a crearsi una identità autonoma come punto di attrazione del centro alle spalle della piazza Walther. Che i lavori, dentro, avanzino a gran ritmo lo rivela la struttura di cantiere esterna che sta avvolgendo da settimane tutto il palazzo. Poi gli interni. La loro accelerazione cantieristica è stata verificata anche da una folta delegazione del Fai Bolzano guidata da Simona Kettmair e accompagnata dallo stesso architetto Piller. Tra restauratori all'opera ( le foto sono appunto state scattate della delegazione Fai ) , operai alle prese con la riqualificazione strutturale delle volte sotterranee, squadre di tecnici dediti agli impianti luce e alle tecnologie di riscaldamento eco, la Waaghaus sembra aver ripreso l'antico lavorio. Quello che la caratterizzava quando era il luogo di filtraggio delle merci a ridosso dei Portici e degli altri assi commerciali della città, posta come era a fianco delle antiche mura che la proteggevano. Da dazio a nuova casa delle culture. Ma a differenza di quelle già esistenti oggi nel tessuto urbano, proiettata dentro una visione interetnica, tra nuove sensibilità artistiche e una attenzione quasi identitaria nei confronti della musica e delle sue varie discipline, da quelle classiche alle contemporanee. Nella sostanza: Bolzano inizia ad aspettarsi molto dalla sua Casa della pesa. Lei ci sta provando con un restauro conservativo ma anche di ridisegno degli spazi interni così da farle acquisire un nuovo dinamismo. A ottobre 2019, cioè domani, si apre. P.CA