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BOLZANO. Una vecchia casa infestata dagli spiriti in pieno centro a Bolzano. Top secret l’indirizzo. Martedì prossimo un gruppo di «ghostbusters» proverà a mettersi in contatto con «l’entità».
Acchiappafantasmi. Non si scompongono se li chiami così, anzi sorridono. «Sì, però noi non li acchiappiamo mica. Non siamo in grado, non ci interessa quello».
La cosa bella è che queste persone sono in arrivo a Bolzano per un’operazione che la Bolzano moderna non conosce da tempo: la rilevazione di fenomeni inspiegabili, misteriosi. Paranormali. Attenzione però, non siamo di fronte a un gruppo di eccentrici. «Il nostro nome è National Ghost Uncover, siamo nati nel gennaio 2010, abbiamo un’ottantina di collaboratori e ci occupiamo di rilevare e controllare tutte queste segnalazioni avvolte dal mistero - spiega Massimo Merendi, presidente dell’associazione -. Per scelta siamo un’associazione composta per metà da persone che credono a questi fenomeni e per metà da chi le rifiuta. A tutti chiediamo l’onestà intellettuale di non farsi influenzare dalle convinzioni. Non solo, non chiediamo soldi a nessuno, ci autofinanziamo, e non effettuiamo alcuna opera di disinfestazione, seduta spiritica o quant’altro». Per quanto paradossale “National Ghost Cover” cerca un paradigma quasi scientifico nel mondo più lontano dalla scienza. «Sì, l’orientamento è quello, con un protocollo ben preciso».
Quale, dunque? Immaginiamo nessuno zainetto o Slimer per amico...
«No – sorride – quando riceviamo una segnalazione procediamo con una verifica accurata. Poi arriviamo con il sopralluogo». Da brivido? «No, abbiamo un totem che rileva moltissimi fattori di possibile incidenza empirica. Rilevatori di onde elettromagnetiche, di umidità, temperatura, raggi gamma, foto molto dettagliate, telecamere fisse agli infrarossi e sensori acustici». Metodi appropriati per un’analisi ingarbugliata che vi attirerà addosso molti curiosi? «Cerchiamo di farla con il massimo riserbo. La popolazione e i media vengono poi invitati nella terza fase quando torniamo con una squadra di 4 persone, gli strumenti e due testimoni: uno che crede e uno che non crede. Al termine cerchiamo di dare un giudizio empirico, ma non sempre ci riusciamo». Sono 1.800 le segnalazioni ricevute in questi anni, non tutte attendibili o interessanti, ma molte dall’Alto Adige. E’ qui, scatta la curiosità: cosa è accaduto alle nostre latitudini? «Siamo nella fase del sopralluogo e non possiamo ancora svelare molto. La segnalazione nella vostra città è una di quelle in assoluto più interessanti perché ha a che fare con un personaggio storico. A volte ci segnalano la presenza, a volte addirittura delle parole. Posso solo dirvi che è in una zona centralissima».
Impossibile scoprire qualcosa di più, ma l’appuntamento per curiosi, scettici o appassionati è per martedì 10 giugno alle 15 davanti al bar Walther’s. Un pomeriggio col brivido.


