BOLZANO. Sussidio unico all’affitto. Vertice ieri degli assessori Richard Theiner e Christian Tommasini con i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Asgb per discutere il nuovo modello, che dal gennaio 2013 unificherà il sistema finora gestito da Ipes (sussidio casa) e distretti sociali (contributo alle spese di locazione).Il disegno di legge sull’edilizia agevolata approderà la prossima settimana in consiglio provinciale, ma il testo prevede solo la soppressione del sussidio casa (per le nuove richieste a partire dal 2013. Gli attuali beneficiari proseguiranno il rapporto con l’Ipes fino a scadenza dei contratti) e la gestione unificata nei distretti sociali. «Cosa accadrà dopo? Con quali parametri verrà assegnato il sussidio unificato all’affitto? Questi i dubbi dei sindacati che ieri sono stati ribaditi agli assessori. Proprio per questo erano presenti sia Tommasini, titolare dell’edilizia agevolata, che Theiner, titolare delle politiche sociali. I sindacati hanno espresso una prima valutazione positiva, ponendo però alla giunta alcune richieste «per evitare ingiuste penalizzazioni e spingere su una maggiore equità del sistema».

Consapevole della preoccupazione dei cittadini, Theiner ha garantito il massimo ascolto ai sindacati. «Vorrei scrivere con voi questa riforma», ha sottolineato.

Lorenzo Sola (Cgil) riassume: «Abbiamo detto agli assessori che per noi è essenziale che nella legge che arriva in aula sia specificato che, soppresso il sussidio casa Ipes, verrà modificata la norma sui sussidi sociali, per evitare che in questi mesi si crei un vuoto normativo».

Tra le novità ricordate ieri, il fatto che verrà introdotta una soglia minima di 50 euro per il contributo. Ciò comporterà uno sfoltimento della platea degli aventi diritto. Lo conferma Sola: «Ci sono decine, se non centinaia di casi di persone con un sussidio Ipes da 30 e 40 euro. Probabilmente questa fascia verrà ridotta». Oggi l’Ipes gestisce 8980 sussidi casa, i distretti 5000 contributi all’affitto. 3000 sono i casi di persone che ricevono la doppia prestazione. In tutto, 37 milioni. Ieri non è emersa una stima di quante persone in futuro avranno accesso al nuovo sussidio. Buonerba: « Possono cambiare le situazioni di alcune categorie come i padri separati oggi titolari di doppio contributo perché impoveriti, famiglie numerose con appartamenti di medie-grandi dimensioni (la metratura non rientra più tra i criteri)». La svolta è rappresentata dal fatto che le domande verranno valutate in base al Durp (la situazione reddituale e patrimoniale). Buonerba riassume così i principali problemi posti ieri dai sindacati: «Sul Durp c’è una questione fondamentale: le sue regole prevedono il mancato conteggio dei primi centomila euro di beni mobili. Ma questa cifra è troppo alta, si rischia di garantire il sussidio all’affitto a famiglie con un discreto patrimonio . La franchigia andrebbe dimezzata». Altro tema, sottolinea Buonerba, è la valutazione del patrimonio immobiliare della famiglia allargata (nucleo del richiedente e genitori): «Il Durp non prevede, a differenza del sussidio Ipes, la penalizzazione per i nuclei familiari che possiedono appartamenti in numero superiore al numero dei familiari. Anche di questo si deve tenere conto per evitare privilegi». (fr.g.)

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