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BOLZANO. Niente da fare. Mentre si discuteva sull’opportunità di creare un nuovo quartiere comprensivo di Firmian e Casanova e le Circoscrizioni votavano la relativa riforma del decentramento la vicenda era già superata da un problema molto più tecnico: le tempistiche elettorali.
Il Ministero dell’Interno in alcuni colloqui con il Commissariato di governo, infatti, ha già fatto sapere all’amministrazione di non poter garantire in alcun modo la modifica delle revisioni elettorali che permettano la nascita della nuova Circoscrizione. La domanda, infatti, andava presentata entro il 15 agosto 2014 per arrivare al completamento dell’iter a dicembre 2014. La proposta del Comune di compattare le procedure arrivando al voto delle riforma entro il 15 febbraio per concludere i passaggi entro il 26 marzo è destinata ad essere respinta. Mancherebbero, infatti, le necessarie garanzie giuridiche. Il Prefetto, insomma, non è disposto a correre il rischio di prestare al fianco a qualche irregolarità.
Naufraga così qualsiasi ipotesi di nuovo Quartiere e si rimescolano le carte di una riforma al decentramento che ora potrà essere votata anche a marzo, ma che esce da questo passaggio abbastanza svuotata. «Sono molto dispiaciuto - le parole dell’assessore competente Luigi Gallo - e a questo punto non nascondo che la riduzione drastica a sette del numero dei consiglieri di Circoscrizione, in assenza della creazione della sesta unità territoriale, non è per me più sostenibile. Ci sono ancora molte cose valide nella riforma, ma in Commissione andrà trovato un nuovo equilibrio politico per capire quali possano essere i margini per un nuovo accordo politico». Naturalmente la novità ha creato qualche stupore all’interno dell’amministrazione perchè, di norma, una novità viene certificata dal versante tecnico prima di passare alla fase della discussione politica e popolare. «L’assessore non ha particolari responsabilità - le parole del consigliere comunale Maria Teresa Tomada, membro della Commissione al decentramento - ma i suoi tecnici dovrebbero rendere conto di questo errore». Duro anche Claudio Della Ratta: «Un progetto che ha occupato 14 sedute è sfumato per negligenza. Un incredibile spreco di denaro e tempo per una disattenzione degli uffici». (a.c.)
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