LAIVES. Con una deroga alla legge provinciale è stato possibile "aprire" le porte delle cooperative edilizie di Laives a sette cittadini residenti a Bolzano. La decisione è motivata dl fatto che servivano nuove richieste per completare alcune cordate che costruiranno i rispettivi edifici in zona Toggenburg 2 a Pineta monte.

A questa scelta plaude Andrea Grata, di Confcoopertive, che auspica uno sviluppo ulteriore di questa novità. Tirano invece il freno gli esponenti dell'amministrazione comunale di Laives, sottolineando, appunto, che intanto si tratta di una deroga "una tantum" e non di apertura di un percorso nuovo per la cooperazione. Spiegano infatti Giovanni Seppi, assessore comunale all'urbanistica e Bruno Ceschini, vice sindaco di Laives: «Intanto si è trattato di un unicum nel suo genere, con la deroga concessa straordinariamente dalla Provincia per consentire ad un piccolo gruppo di cooperatori bolzanini in cerca di soluzioni per abitare, di potersi aggregare alle cordate di Laives per poter edificare i nuovi alloggi agevolati in zona Toggenburg 2 a Pineta. Altri spostamenti del genere non ne prevediamo per ora, perché non è certo il caso che si ripeta la situazione venutasi a creare Laives nei decenni passati, quando tantissime famiglie che non trovavano risposte abitative a Bolzano, si sono trasferite a Laives provocando una crescita tumultuosa. Questi spostamenti demografici hanno determinato inevitabilmente una serie di problemi con le infrastrutture (scuole, strade e collegamenti) che faticosamente stiamo risolvendo. Non ci sembra dunque il caso che questi scenari si ripresentino intanto». Come detto, a Confcooperative la pensano in maniera abbastanza diversa: «Le amministrazioni comunali - dice Andrea Grata - di volta in volta, a seconda delle necessità, possono avvalersi di queste deroghe che vengono imposte dalle dinamiche del territorio. Sappiamo che diverse persone di Laives che per svariati motivi sono andate ad abitare a Bolzano, vedono con favore la possibilità di poter ritornare dove sono le loro "radici" e a queste istanze, la politica per prima è chiamata a dare delle risposte. Fra Bolzano e i centri limitrofi, Laives in primo luogo, da tempo è in atto un processo di osmosi che ritengo vada aiutato. In questo senso i due municipi hanno fatto una scelta positiva, senza richiudersi invece nei propri orticelli. Personalmente quindi plaudo a questa decisione, sia di Laives che della Provincia».

Visioni diverse, anche se magari non completamente contrastanti: da una parte, quella delle associazioni di categoria delle cooperative si guarda con attenzione all'apertura; dall'altra, sul versante del Comune di Laives invece rimane il timore, suffragato dai grossi problemi affrontati in passato proprio a causa di queste apertura, che gli scenari negativi di un tempo possano ripresentarsi. Intanto quindi, come sottolineano alcuni esponenti di giunta, si è trattato di una deroga a sè stante e quindi non ce ne sono altre in prospettiva: sette bolzanini sono stati accolti fra le cooperative in lista di attesa a Laives ma questa deroga va interpretata per quello che è: una concessione straordinaria e niente di più.