MERANO. Continua a crescere l'esborso che l'amministrazione comunale ogni anno è costretta ad accantonare e pagare per aiutare gli anziani ospiti delle case di riposo di città e circondario a pagare la retta di degenza. Quest'anno la cifra che il Comune ha previsto è di 1,65 milioni di euro, 50 mila in più dell'anno scorso, quando il balzo in avanti fu di oltre 100 mila euro. «Abbiamo dovuto adeguare gli importi - spiega Luis Gurschler, assessore comunale al sociale - per far fronte all'aumento dei posti letto dopo la disponibilità di 35 ospiti nuovi a Tesimo».
Stando alle dichiarazioni dell'assessore, solo il 40% degli anziani o delle loro famiglie riesce a pagare per intero la retta a proprio carico depurata dall'assegno di sussistenza provinciale. Il 60% degli introiti necessari a far funzionare le strutture guidate dalla Fondazione Pitsch e dalle altre strutture più o meno private (si parla di 50/60 euro al giorno) deve invece essere coperto dal Comune.
Più grave appare la situazione per il consigliere provinciale Mauro Minniti, che in una nota sostiene come per le famiglie sia sempre più difficile sostenere questa spesa. «A Merano - scrive il consigliere del Pdl - l'aumento medio del costo delle rette nelle case di riposo è del 3,2%, percentuali che in tempi di crisi non possono passare inosservate. Serve una riforma del sistema tariffario per le case di riposo e per i centri di lungodegenza, che tenga in considerazione solo l'effettiva possibilità economica dell'assistito, lasciando il resto a carico dell'ente pubblico. Chiamare in causa il nucleo familiare allargato nel pagamento delle rette rappresenta una disposizione iniqua, in contrasto con quanto prevede la normativa nazionale del 2000 secondo la quale Comuni, Province, Asl devono considerare la situazione economica del solo assistito per le prestazioni erogate a domicilio o in ambiente residenziale, rivolte a persone con handicap grave, nonchè a soggetti con più di 65 anni non autosufficienti».
Basandosi su una sentenza della Corte costituzionale, Minniti conclude che «gli Enti non possono pretendere nulla da parenti non conviventi e per quanto riguarda le persone con handicap grave e gli over 65 non autosufficienti neanche dai conviventi. Di conseguenza i parenti dei nuovi ospiti non devono firmare nessun impegno. Spero, insomma, che non si ripetano i casi a cui abbiamo assistito in passato, quando l'amministrazione comunale di Merano ha inteso procedere con una azione legale verso le famiglie che si sono trovate nell'impossibilità di pagare la retta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

