Bolzano. La speranza di chi da anni attende che parta il cantiere era che il contenzioso fosse chiuso definitivamente. Non è così: la giunta comunale, ieri, ha autorizzato il sindaco a resistere in giudizio davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche a Roma. Il legale rappresentante del Condominio “Verena” di via Cadorna ha presentato un ricorso contro tutti gli atti del Comune e della Provincia relativi alla seconda variante di assestamento del 2018 al Puc, approvata dal consiglio comunale, limitatamente al punto in cui su una particella edificiale in via Cadorna appunto viene consentita la deroga alla costruzione di un nuovo edificio condominiale fino a 5 metri dal muro d'argine del torrente Talvera. È l’ultimo capitolo di una vicenda infinita.

«La consegna delle chiavi dei nuovi appartamenti era prevista per il dicembre 2015, siamo a febbraio del 2019 e l’iter burocratico è ancora in corso». Così parlava a sei mesi fa una socia (in tutto sono 53) di una delle due cooperative “Laurino” e “Wolke 07” che in via Cadorna anni fa hanno acquistato i terreni, sui quali c’erano dei vecchi campi da tennis, per realizzare due palazzine. A febbraio il consiglio comunale aveva approvato la variante di assestamento che contiene 19 varianti al Piano urbanistico comunale: una - forse la più attesa da chi ha acquistato lì - riduce la distanza dello scavo dal muro d’argine, portandola da dieci a cinque metri. Si tratta di un passaggio indispensabile per poter cominciare a costruire e riempire lo scavo bloccato per ben due volte dal Tar.

Doveva essere la volta buona, non è così perché l’ultimo ricorso impedisce di nuovo l’avvio del cantiere. Una situazione questa molto pesante per le 53 famiglie, spesso si tratta di giovani coppie, che si sono indebitate per entrare in cooperativa e pagare il terreno acquistato in quella parte della città a peso d’oro: si calcola che in media abbiano versato circa 100 mila euro a testa. Intanto, in attesa di entrare nella nuova casa con vista sul Talvera, hanno l’affitto da pagare di appartamenti che nel frattempo - in molti casi - sono diventati troppo piccoli, perché la famiglia si è allargata.