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BOLZANO. I Piani, dopo anni di abbandono, cambiano prospettiva. Ma anche il quartiere, sta facendo cambiare prospettiva a Bolzano. Come? Basta salire in cima alle due torri che hanno fatto già mutare lo skyline della città. Si vede, per dire, il Walther dall'alto come, prima di loro, non s'era mai visto. Poi, girando lì intorno, si scopre che almeno mille persone in più rispetto a qualche mese fa, entrano ed escono da case, uffici, cinema, negozi. Mattina e sera. Tutti i giorni. Non solo Cineplexx, dunque. E non solo problemi. È un piccolo mondo che sta cambiando ma che si porta dietro un intero pezzo di città.
Il sindaco ai Piani ci ha fatto due passi "di controllo" proprio l'altra sera. Voleva verificare come sta andando il suo piano anti-prostitute. È un pressing, quello di Caramaschi. Beh, allora? «Ne ho viste solo ai margini. Forse la cura funziona - dice -: un paio in via Innsbruck, oltre ponte Campiglio, altre due verso viale Trento , zona ponte Loreto, poi qualcuna verso il sottopasso. Ho chiamato Ronchetti (il comandante dei vigili) e ha fatto piazzare un'auto lì vicino. Così i clienti si scoraggiano...». Insomma, se ne stanno andando verso i confini del quartiere. Ma sono gli investitori privati quelli che hanno puntato sui Piani appena saputo dell'Areale, anni fa, e che adesso fanno fare al quartiere le prove di decollo ben prima che parta il grande progetto di riqualificazione complessiva. Ci sono cose e case già realizzate a altre pronte a partire. Le due torri di City Living sono tra le realizzazioni già decollate. Sono nella zona ovest. Una cinquantina di appartamenti. «Tre anni di cantiere - dicono alla Pohl immobiliare - e adesso sono quasi tutte e due abitate le due torri». Poco più in là si muove invece Kurt Baumgartner. Con l'architetto Roland Baldi "riempirà" la rotonda dopo il Cineplexx. Dovevano esserci solo ristorante, bistrot e alloggi privati. Adesso il progetto e le relative licenze stanno deviando anche verso un residence-hotel. Perchè lì, ai Piani, si lavora. Ci sono uffici. E poi ci sarà l'Areale. Intanto si muovono a pieno ritmo gli edifici della Volksbank, della Marcas, per non parlare di Assindustria. Ai Piani nord, invece, sta partendo il progetto degli architetti Rossa e Saccani nell'area della Pollock, di fronte agli uffici provinciali. «È quello che il Comune voleva - dice il sindaco - i Piani che si riconnettono alla città. Bolzano va riequilibrata - insiste- perché è ora che i bolzanini trovino casa non solo fuori, per poi intasare le strade d'ingresso, ma anche a casa loro. A due passi dal centro. Come qui, ai Piani». Perché anche l'Areale, che Caramaschi vuole mettere in pista già entro il 2017, prevede forti interventi pubblici nel quartiere. Quella "mixitè" che tiene legata l'urbanistica alla vita. E dunque una piscina e poi il centro di culture giovanili. E anche un nuovo albergo. Intanto alla Pohl guardano ai numeri: «La partenza è stata difficile - ammettono - perchè quel luogo era una scommessa quando abbiamo iniziato, tre anni fa. Ma è andata bene. Dobbiamo ammettere che è emozionante poter vedere il centro così da vicino e da un posto insospettabile». Perché nessuno aveva mai guardato a Bolzano da lì. Standoci, davanti a quelle finestre, fa capire quanto vicini siano i Piani alla loro città d'appartenenza. Muta la percezione delle distanze. Che finora sono state soprattutto mentali, il prodotto di mancanza di iniziativa. Devono ancora vendere gli attici, alla Pohl. E altri 5 appartamenti sono vuoti. Gli altri no, sono già abitati. Prezzi, anche dei bilocali, ancora inferiori a quelli di mercato poco più in là, in centro. Sono la punta urbana estrema di quello che saranno i nuovi edifici dell'Areale, più a nord est. Ma già offrono l'immagine di quella ricucitura, tra periferia e centro, che sta alla base di tante altre prospettive urbanistiche. E infine, l'altro giorno, anche le coop hanno chiesto di esserci, ai Piani.


