BOLZANO. Oltre al danno, la beffa. Hanno segnalato l’increscioso stato di abbandono e sporcizia in cortile e nei garage del complesso Ipes in fondo a via Palermo, a sinistra poco prima del ponte. E l’Istituto, dopo varie insistenze, si è attivato, facendo ripulire. Peccato che poi sia arrivato il conto, salato, da saldare. Conto che, questo almeno sostengono i residenti, non è stato certo pagato da tutti, men che meno da chi aveva lordato gli spazi comuni. È l’ennesimo episodio disarmante accaduto nello storico complesso di fabbricati dell’edilizia sociale. E ora gli altrettanto storici inquilini, molti dei quali residenti in zona da oltre 40 anni, non ce la fanno più. «Cosa dobbiamo fare? Andarcene? Ormai qui la situazione è diventata insostenibile».

In mezzo al cortilone, sta una grande bocca di lupo, che scende verso i garage. Lassotto c’è di tutto. Scale, infissi, materassi, scatoloni, resti di mobili, sacchettoni delle immondizie. E la situazione non è nemmeno delle peggiori rispetto alla media, sostengono gli inquilini. Perché, attivato di recente, l’Istituto edilizia sociale avrebbe pure fatto ripulire. Ma nel giro di pochissimo tempo tutto è tornato come prima. Racconta una delle inquiline, qui tutelata dall’anonimato perché la situazione in zona è pesante assai: «L’altro giorno, con sgomento, abbiamo assistito a questa scena: durante un trasloco, da un balcone si sono messi a gettare in cortile le ante di un armadio. La balaustra del balcone è di vetro. L’hanno lesionata e per non far vedere il danno è stata celata da una coperta. Quando abbiamo fatto notare che, forse, non era il modo di procedere, ci hanno minacciato, con aria strafottente». Si è avvertito l’amministratore, si sono scritte missive all’Ipes, ma pare non siano state prese contromisure efficaci. Lo scontro, inutile girarci tanto intorno, è ovviamente di carattere culturale, tra i vecchi inquilini e i nuovi. Se in passato il cortile era un luogo privilegiato per le relazioni sociali, dove si tenevano feste di compleanno e la sera, nella bella stagione, si chiacchierava amabilmente in un ambiente protetto, frequentato dalle famiglie, ora il clima è totalmente mutato. Prima c’era una comunità omogenea, basata sul rispetto di certe regole del vivere comune. In cortile, spiegano gli inquilini storici, ora stazionano gruppi di ragazzini non tenuti d’occhio dai genitori, arroganti, maleducati, violenti. Schiamazzi fino a tarda ora, gente non del rione, si fumano spinelli, si spaccia. S’è dato fuoco a un ascensore. Chi si permette di chiedere il rispetto del silenzio o delle regole imposte dall’Ipes, viene apostrofato in malo modo. Ti bussano alle finestre a piano rialzato, minacciando chi non offre volontariamente un obolo. Gli anziani sono in forte difficoltà. Non si trovano più. Temono. E ricordano quando, negli anni Ottanta o Novanta, se un bimbo ne combinava una non certo grave, subito arrivava la multa dell’Istituto. Le tengono ancora, quelle comunicazioni: suo figlio ha lordato le scale, fanno 200 mila lire. Ora, nessuno scrive, nessuno eleva sanzioni. Il cortile di notte è semibuio, il verde non viene mantenuto.C’è degrado. Lamentele, lettere, telefonate, non sortiscono effetti. «Saremo costretti ad andarcene. Ma dove?», concludono gli storici inquilini. «Sotto un ponte?»

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