BOLZANO. Insetti di pochi millimetri da settimane tengono sotto ostaggio un intero condominio.

In via Torino, nelle case Ipes, gli inquilini di una decina di appartamenti segnalano una situazione insostenibile: divani e materassi sono infestati dalle cimici dei letti. Una specie invasiva dalla facile riproduzione e dalla difficile eliminazione. Soprattutto se non si interviene tempestivamente. Si nascondono nelle cuciture, nelle molle dei materassi e divani, e si nutrono di sangue umano, lasciando sulla pelle segni fastidiosi. Gli stessi che si sono ritrovati su braccia e schiena molti dei residenti nel condominio. «Non dormo la notte per il prurito», racconta una residente, mostrando i morsi sulle braccia. Nel cortile del complesso ci sono divani, materassi, trapunte e vestiti.

Abbandonati a terra, probabilmente proprio perché infetti. «Sono qui da sei giorni almeno, senza che qualcuno si sia degnato di lasciare un biglietto o di chiamare la Seab per ritirarli», racconta un altro condomino (i tre inquilini che hanno deciso di segnalare il problema, preferiscono restare anonimi), «Il problema qui è che l'inciviltà di alcuni punisce tutti. Non è abbandonando il materasso che si risolve l'infestazione, anzi, si rischia di diffonderla ancora di più. Abbiamo segnalato l'emergenza all'amministratore, che evidentemente non gli ha dato la giusta attenzione. C'è già stata una disinfestazione, ma superficiale e ristretta solo in alcuni spazi comuni.

Qui è necessario un intervento più consistente, entrando negli appartamenti ed individuando la causa del problema alla radice. Noi non ne possiamo più di provare a disinfestare da soli, spendendo centinaia di euro in macchinari e prodotti».

La diffusione

Le cimici dei letti non sono per forza segnale di sporcizia, possono infatti trovare terreno fertile anche in case e ambienti puliti. Si riproducono velocemente e si spostano "viaggiando" sui vestiti ed effetti personali di chi ha frequentato un luogo infetto. Nel caso del condominio di via Torino, è facile che l'infestazione sia partita da un appartamento per poi diffondersi a macchia d'olio nelle case vicine. «Noi ce ne siamo accorti vedendo i primi "bubboni"», prosegue una delle residenti, «Confrontandoci tra di noi sul prurito e il fastidio, abbiamo capito che non erano semplici zanzare». I disagi, spiegano, non sono pochi.

«Avevamo appena comprato il materasso nuovo. Da buttare», protesta una signora alla finestra, «Io sono stata male per lo shock anafilattico (sono rari i casi di ipersensibilità, normalmente il morso non presenta alcun pericolo concreto per l'uomo, ndr), ho dovuto chiamare la guardia medica. Ci siamo trasferiti da solo pochi mesi, ed è un incubo».

La risposta di Ipes

L'Ipes, che in alcuni condomini si affida ad amministratori per interfacciarsi con l'utenza, fa sapere di avere già preso in carico la problematica. «Sono previste ulteriori disinfestazioni negli spazi comuni», spiega la direttrice del centro servizi inquilinato dell'Istituto, Christina Bacher, «L'ingresso negli appartamenti è a discrezione del singolo inquilino. Di solito, individuata l'origine, si fa presente al condomino di procedere all'intervento».