Bolzano. Sono in molti coloro che avvertono la necessità di fare presto per stabilire una verità sulla coppia bolzanina inghiottita da una tragedia senza precedenti per l’Alto Adige. Nella villa signorile di via Castel Roncolo 22, ove vivevano Laura Perselli e Peter Neumair, questa esigenza la stanno avvertendo anche i vicini di casa. All’inizio della scalinata in legno che conduce all’appartamento in cui vivevano mamma, papà ed il figlio Benno nessuno si è dimenticato di Laura Perselli, il cui corpo privo di vita è stato ripescato dall’Adige una settimana fa dopo un mese di ricerche. Di Laura è stata installata una bella foto davanti alla quale arde giorno e notte una grossa candela, simbolo di pietà e speranza. Pietà per una mamma tradita e colpita a morte all’interno del proprio domicilio, parte integrante del suo mondo, della sua vita e delle sue aspettative. Ma non può mancare la speranza che si riesca a fare giustizia.

Si cerca la verità. L’esigenza di dare il massimo impulso possibile alle indagini (mentre ancora si cerca il corpo di Peter Neumair) è stata avvertita anche dalla giudice Carla Scheidle che ha accolto la richiesta della Procura di accelerare almeno parzialmente i tempi di consegna degli esami genetici di laboratorio sui reperti recuperati dai carabinieri dei Ris. I periti avrebbero tempo tre mesi per consegnare i propri elaborati ma per cercare di stringere i tempi dell’inchiesta la consegna avverrà a scaglioni.

Procedura urgentissima. La Procura ha dunque indicato i criteri d’urgenza che si spera possano essere rispettati. I dati più urgenti riguardano i reperti rilevati nell’appartamento dei coniugi Neumair, nel giardino della villa e nell’auto in uso a Benno nei giorni successivi alla scomparsa dei genitori (che non gli hanno mai premesso l’uso sistematico della vettura). I risultati delle analisi su questi reperti saranno illustrati al giudice dal perito Emiliano Giardina subito dopo Pasqua e cioè giovedì 8 aprile. I dati sugli altri reperti (tra cui il sangue rilevato sul ponte nei pressi della discarica di Ischia Frizzi da cui sarebbero stati gettati nell’Adige i due corpi) saranno disponibili entro il 29 aprile. Entro il successivo 20 maggio saranno consegnate tutte le altre valutazioni scientifiche del professor Giardina.

Telefonino e computer. Meno gravoso invece il compito del perito informatico, incaricato di analizzare il contenuto delle memorie elettroniche del telefonino di Benno oltre al suo personal computer e alle chiavette Usb rinvenute nell’abitazione di via Castel Roncolo. Il professor Litiano Piccin dell’Università di Bologna si è impegnato a consegnare il proprio elaborato il 30 marzo.

I tabulati. Nel frattempo sono stati acquisiti agli atti altri particolari della tragica sera del 4 gennaio quando Peter Neumair e Laura Perselli sparirono nel nulla. Anche dai tabulati telefonici riguardanti i cellulari delle due vittime si evince che è altamente probabile che i due omicidi siano avvenuti in tempi diversi, ad una distanza di almeno un paio d’ore. Sembra inoltre che da una prima ispezione sul corpo privo di vita di Laura Perselli (rimasto in acqua poco più di un mese) siano stati riscontrati segni di rilevanti di escoriazioni alle mani. Un dato che sembrerebbe confermare l’ipotesi dello strangolamento con l’utilizzo di una corda.

Forza e disperazione. Nell’ipotesi accusatoria Laura Perselli sarebbe stata colta di sorpresa dal figlio Benno una volta rientrata a casa verso le 18.30 ma con la forza della disperazione avrebbe tentato per alcuni secondi di allentare la stretta della corda attorno al collo. Sarà l’autopsia affidata al dottor Dario Raniero dell’Università di Verona a fare chiarezza anche su questo punto. Per oggi intanto è confermata la nuova massima mobilitazione di volontari e vigili del fuoco professionali per tentare di recuperare dall’Adige il corpo di Peter Neumair. Come accaduto in occasione del recupero di Laura, anche per oggi è stata disposta una forte riduzione della portata del fiume.

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