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BOLZANO. Maximilian Rainer (salvato dalla Svp in consiglio provinciale) è sempre più al centro di accertamenti da parte della Procura della Repubblica. Gli ultimi elementi emersi grazie ad alcune testimonianze preziose, sembra appesantire la posizione del direttore generale della «Sel» la società elettrica provinciale. Come noto Rainer è già stato iscritto sul registro degli indagati per abuso d'ufficio. Il quadro che si sta delineando all'attenzione del procuratore Guido Rispoli è inquietante: nel 2009, non appena la società Burgumer (titolare di un impianto di produzione idroelettrica in val di Vizze) ottiene la concessione dalla Provincia, Maximilian Rainer avrebbe investito una somma molto modesta (5400 euro) per ottenere il 27 per cento della società, girata un paio di mesi dopo ad uno dei fratelli. Un'operazione dal business evidente: nel solo primo anno di attività - secondo quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica - la famiglia Rainer avrebbe avrebbe monetizzato dalla società 75 mila euro. Calcolando che la concessione ha una durata di 40 anni l'acquisto a prezzo stracciato del 27 per cento della società (che ottenne la concessione dopo un iter difficile) comporterà utili per almeno 3 milioni di euro (salvo incassi addirittura più consistenti con l'andamento dell'attività). Il procuratore Guido Rispoli sta tentando di andare sino in fondo con gli accertamenti anche per capire la strategia seguita per l'acquisizione delle quote. Dalle indagini emergerebbe che Maximilian Rainer sapeva di acquisire il 27 per cento della società «Burgumer» già al momento della sua costituzione nel 2005 quando la concessione non era ancora stata ottenuta. Per non comparire il direttore generale della «Sel» avrebbe operato con procura speciale al commercialista Schweitzer e con la copertura di una fiduciaria. Solo nel 2009, a concessione rilasciata, Rainer subentrò ufficialmente per due mesi.


