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BOLZANO. L’inchiesta per doping a carico dell’ex marciatore azzurro Alex Schwazer ha travolto un noto medico meranese. Si tratta del dottor Christian Thuile, stimato professionista, direttore del servizio di medicina complementare dell’ospedale di Merano. Ieri mattina i carabinieri dei Ros (reparto speciale operativo) e dei Nas (Nucleo antisofisticazione) si sono presentati dapprima nel suo studio privato a Lana e poi nel suo ufficio all’interno del nosocomio meranese. Su disposizione della magistratura è stata acquisita diversa documentazione correlata ai presunti rapporti professionali avuti con l’ex atleta azzurro, tra cui decine e decine di messaggi inviati per email che dimostrerebbero che Schwazer sarebbe stato seguito a lungo sotto il profilo clinico dal dottor Thuile nel periodo tra il 2008 ed il 2012. Il medico è stato iscritto sul registro degli indagati per favoreggiamento. La Procura ha puntualizzato che si tratta di un atto dovuto previsto dal nostro ordinamento anche per garantire alla persona sottoposta alle indagini una adeguata possibilità di difesa. E’ evidente però che gli elementi emersi a carico del dottor Thuile sono considerati importanti. La posizione del medico ha creato anche imbarazzo all’interno dell’Azienda sanitaria locale unica. «Per il momento abbiamo solo preso atto della decisione della magistratura - ha puntualizzato ieri sera il direttore generale Andreas Fabi - restiamo in attesa degli eventuali sviluppi». Il medico, dunque (molto stimato nel comparto di medicina complementare), resta al suo posto. Ma dove nascono i sospetti sul suo conto? In primo luogo da una email (riscontrata nelle memorie della posta elettronica dei computer a suo tempo sequestrati a Schwazer) con la quale l’ex atleta azzurro annuncia al medico di aver acquistato una tenda ipobarica negli Stati Uniti tramite Ebay. L’utilizzo della tenda ipobarica da parte degli atleti è vietata in Italia perchè provoca un aumento di eritropeina con conseguente aumento di trasporto di ossigeno a tessuti e muscoli e miglioramento delle prestazioni sportive. Nel nostro Paese l’uso della tenda ipobarica è considerato doping a tutti gli effetti in quanto riesce a modificare le prestazioni naturali di un atleta. Dopo la comunicazione fatta da Schwazer al dottor Thuile sull’acquisto della tenda all’estero, gli inquirenti hanno riscontrato numerosi altri contatti tra l’ex atleta azzurro ed il medico. La Procura ritiene che sia provato anche l’uso della tenda ipobarica da parte di Schwazer in Italia. Risulta anche che il dottor Thuile abbia seguito per un certo periodo l’atleta sottoponendolo ripetutamente ad analisi del sangue e delle urine. Sono proprio questi gli elementi che hanno indotto gli inquirenti ad iscrivere sul registro degli indagati il medico il quale, tra il resto, non ha mai avuto alcun contatto con il team Italia di atletica leggera. Anche per questo la decisione di Alex Schwazer di farsi seguire da un medico estraneo al giro del team Italia ha alimentato sospetti. Che i rapporti tra i due non siano stati occasionali èsarebbe provato dalle fatture inviate dal medico all’ex atleta. Non solo. Molti dei testi sentiti dagli inquirenti (coordinati dal procuratore Guido Rispoli e dal sostituto Giancarlo Bramante) hanno confermato che sarebbero stati noti . nell’ambito sportivo, i contatti tra Schwazer ed il medico meranese. Nel frattempo il quadro probatorio generale a carico di Schwazer si è ulteriormente appesantito. Agli atti è stata depositata una consulenza fornita dalla Wada (World Antidoping Agency) i cui legali (in qualità di persona offesa) si sono già affiancati alla Procura annunciando l’intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico di Schwazer. Un grosso esperto svizzero ha definito i dati sull’attività agonistica di Schwazer dal 2010 al 2012 di «grosso sospetto».
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