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BOLZANO. La giunta provinciale di Bolzano, con voto unanime, ha deciso di sospendere l'iter di organizzazione della gara pubblica per la realizzazione di un centro commerciale di interesse provinciale che potrebbe prendere il posto dell'attuale Twenty di via Galilei dopo i rilievi mossi nella recente sentenza del Consiglio di Stato.
La delibera. A dire il vero la giunta ha disposto solo di sospendere il termine dei 180 giorni, previsti nella delibera del 18 ottobre scorso come termine ultimo per l'organizzazione della gara in questione con indicazione dei presupposti di base cui i vari progetti dovranno rispondere. Di fatto, però, per il momento l'impegno dell'esecutivo di ottemperare in questa maniera al rilievi mossi dal massimo organo di giustizia amministrativa viene congelato, posto che dei 180 giorni previsti quasi 90 sono già trascorsi.
È evidente che nel frattempo il contestato centro commerciale potrà proseguire l'attività. La logica seguita dalla giunta provinciale a motivazione del provvedimento apparentemente non fa una grinza, anche perché mette al riparo la Provincia stessa da possibili ulteriori richieste risarcitorie oltre a quelle già quantificate dai gruppi imprenditoriali che si ritengono fortemente danneggiati.
Il ricorso Aspiag. Alla base della decisione c'è il nuovo ricorso avviato dalla società Aspiag Service srl davanti al Tar di Bolzano contro la delibera dell'ottobre scorso (che prevedeva un tempo massimo di 180 giorni per l'indizione della gara). Nel ricorso la società ricorrente contesta la legittimità giuridica della decisione, ritenendo che la giunta non abbia in realtà dato esecuzione concreta al dettato della sentenza. In effetti Aspiag Service Srl scrisse che «difettano....i presupposti...per la riedizione di qualsiasi procedura ad evidenza pubblica».
La soluzione. «L'unica strada percorribile», hanno scritto nell'impugnazione i legali di Aspiag, «è quella di inibire l'utilizzo dell'immobile e l'esercizio delle attività commerciali site nella porzione di immobile abusivo, in quanto collocato in zona urbanisticamente impropria e privo dei necessari titoli autorizzativi».
Il giudizio di ottemperanza. In sostanza gli avvocati del colosso Aspiag srl non ritengono che con l'indizione di una nuova gara la giunta provinciale abbia dato seguito, in termini precisi e puntuali, alle prescrizioni della sentenza del Consiglio di Stato. Di conseguenza il giudizio di ottemperanza introdotto nel contenzioso dall'impugnazione di Aspiag srl potrebbe anche indurre il Tar di Bolzano a considerare una procedura ad evidenza pubblica sufficiente a dar esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato.
A quel punto le conseguenze sarebbero pesanti e proprio per questo motivo ora la giunta provinciale ha deciso di interrompere l'iter di organizzazione della nuova gara (considerato che la stessa delibera della Provincia dell'ottobre scorso potrebbe essere dichiara nulla). Nella nuova decisione, la giunta provinciale, affiancata dal segretario generale Eros Magnago, prende atto a questo punto che «nel frattempo un bando ad evidenza pubblica avrebbe l'effetto di obbligare eventuali partecipanti all'assunzione di gravosi obblighi contrattuali per poter soddisfare le richieste di documentazione».
Cento mila euro In effetti ogni competitor dovrebbe affrontare spese per circa 100 mila euro per allestire il progetto in ogni dettaglio corredato da un inevitabile studio sull'impatto occupazionale, sulla rete commerciale esistente e sul contesto sociale, sull'impatto ambientale con una descrizione analitica del sistema viario. Spese che in caso di accoglimento del ricorso Aspiag andrebbero ad essere oggetto di una nuova richiesta risarcitoria nei confronti della Provincia


