BOLZANO. La Banca d’Italia ha inflitto una pesante sanzione pecuniaria ai vertici della Cassa di Risparmio di Bolzano Spa. Il provvedimento è dell’8 maggio scorso ed è stato già impugnato davanti al Tar del Lazio in quanto considerato dall’istituto di credito altoatesino sostanzialmente ingiustificato. Complessivamente la sanzione inflitta è di 372 mila euro, cifra suddivisa in parti uguali (20 mila euro a testa) a tutti i componenti del consiglio di amministrazione, al direttore generale e ai componenti il collegio sindacale. Sono stati dunque chiamati a mettere mano personalmente al portafogli Norbert Plattner, Enrico Valentinelli, Siegfried Zwick, Alberto Zocchi, Helmut Gschnell, Anton Seeber, Werner Schoenhuber, Andreas Sanoner, Mauro Pellegrini, Hans Peter Leiter, Marina La Vella, Walter Ausserhofer, Maria Niederstaetter e Gerhard Gruber. Heinrich Dorfer è stato sanzionato per soli 12 mila euro. In sostanza è stato colpito, come già accennato, tutto il consiglio di amministrazione. Ogni componente è stato considerato responsabile di presunte violazioni di disposizioni di carattere amministrativo con particolare riferimento a «carenze nell’organizzazione e nei controlli interni» e «omesso consolidamento e omessa comunicazione di una partecipazione di controllo». Colpito con sanzione per 20 mila euro anche il direttore generale Lothar Peter Schedl e, sempre per la stessa cifra, anche i componenti il collegio sindacale e cioè Peter Gliera, Andrea Maria Nesler e Heinrich Mueller. La Cassa di risparmio di Bolzano spa non fa drammi e contesta nel merito le presunte violazioni di carattere amministrativo rilevate dagli ispettori della Banca d’Italia. Il controllo precedente (avvenuto nel 2006) si era concluso con piena soddisfazione sia della Banca d’Italia che della Cassa di Risparmio. Quest’anno non è andato tutto per il verso giusto ma il massimo istituto di credito ha deciso di impugnare davanti al Tar del Lazio la sanzione.

«La normativa che governa le banche è molto complessa - puntualizza il vicedirettore generale Richard Seebacher - noi riteniamo di aver agito nel pieno rispetto delle norme, gli ispettori della Banca d’Italia non sono stati dello stesso avviso. Ma noi non siamo d’accordo con le loro valutazioni e per questo il consiglio di amministrazione ha deciso di impugnare il provvedimento sanzionatorio».

Sarà dunque il Tar del Lazio a dover analizzare i provvedimenti inflitti soprattutto per presunta carenza sui controlli. «Si tratta di contestazioni molto tecniche - puntualizza ancora il vicedirettore generale - e posso smentire nella maniera assoluta che la Cassa di Risparmio abbia agito in maniera disinvolta».

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