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BOLZANO. Sono dieci, alla fine, le richieste di rinvio a giudizio nell'inchiesta sulle cassiere infedeli - e sui loro parenti più e meno stretti - accusate di aver portato via merce senza pagare all’Interspar di via Buozzi. Ultimati gli accertamenti dei carabinieri - durati alcuni mesi - la pm Luisa Mosna ha depositato, infatti, proprio questa settimana l'avviso di conclusione delle indagini per sei donne e quattro uomini, che dunque ora rischiano seriamente di andare a processo.
Le ipotesi di reato formulate dall’accusa sono più o meno simili ma le posizioni dei singoli indagati sono diverse. In particolare alle due cassiere - le presunte ideatrici del sistema truffaldino studiato nei dettagli e messo in pratica per alcuni mesi - è stato contestato il reato di furto aggravato, mentre gli altri indagati dovranno rispondere di furto semplice oppure di incauto acquisto.
Nel fascicolo della dottoressa Mosna è entrato anche un decimo indagato per un altro furto verificatosi sempre all'Interspar di via Buozzi, che però ha poco o nulla a che fare con l’inchiesta.
La coppia che si salva. La notizia forse più curiosa è che dall’inchiesta sono state stralciate le posizioni di una cassiera (che lavora proprio in quel punto vendita) e del marito, che erano andati a fare la spesa in via Buozzi. La cassiera in servizio nel giorno dei controlli aveva emesso un regolare scontrino ma dal totale aveva defalcato il costo di due detersivi. Ed è difficile affermare se ciò sia avvenuto intenzionalmente o meno. I due, al pari degli altri indagati, sono stati oggetto di minuziose perquisizioni domiciliari che non hanno portato però al rinvenimento di altra merce di provenienza furtiva. Per loro sono stati mesi di apprensione ma, di fatto, sono stati coinvolti nell’inchiesta solo per una serie di sfortunate coincidenze.
Le ipotesi di reato. Le contestazioni, per gli altri, variano molto come detto. Posto che, come aveva sottolineato l'ad di Aspiag Paul Klotz, «quasi tutti gli indagati nel frattempo si sono licenziati volontariamente e che il personale in via Buozzi è stato sostituito con una serie di nuove assunzioni». In ogni caso c'è chi dovrà rispondere, ad esempio, del furto di due televisori nuovissimi e di marca, finiti in auto senza scontrino, e chi invece dovrà giustificarsi per aver rubato merce per alcune centinaia di euro.
I magazzinieri. Le indagini non sembrano aver provato invece il coinvolgimento, nell'organizzazione tesa a procurare un danno ad Aspiag, dei magazzinieri, che inizialmente sembravano aver coperto le cassiere o comunque fatto finta di non vedere ciò che stava accadendo. E che, secondo altri dipendenti, era ormai piuttosto evidente. Un'altra cosa è certa: non tutti gli ammanchi rilevati dall'azienda, con una serie di controlli incrociati, sarebbero imputabili alle cassiere infedeli e ai loro parenti, amanti o amici. Visto il quadro generale della situazione e che molti indagati sono stati sorpresi in flagranza di reato è possibile che molti, alla fine, decideranno di patteggiare.
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