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APPIANO. C'è una spada di Damocle pendente sul Castello d'Appiano che dal 16 maggio potrebbe chiudere definitivamente.
È quella, infatti, la data in cui scadranno le concessioni d'attività poste all'interno dell'edificio medievale vista la volontà di vendere da parte del proprietario Michael Goss Enzenberg. La struttura, per volontà dello stesso proprietario e grazie alla gestione pluriennale della famiglia Tschigg, è sempre rimasta aperta al pubblico diventando un punto di riferimento per le escursioni di migliaia altoatesina. Rappresenta, sostanzialmente, il culmine della passeggiata tra i castelli che sormontano Appiano.
Ora, però, le porte sono chiuse e il destino incerto: a sottolinearlo ci ha pensato il portavoce di Südtiroler Freiheit ad Appiano Walter Oberhauser. «Il Comune ha comunicato lo scorso 16 ottobre che, a causa della volontà di vendere da parte del proprietario, l'attuale locazione sarebbe scaduta il 16 maggio. C’è anche un mandato del consiglio comunale a trattarne l’acquisto». Da allora, però, regna l'incertezza assoluta da parte dell'amministrazione e il proprietario sembra aver gettato la spugna nel tentativo di vendere proprio al Comune. Chiediamo, adesso, al sindaco Wilfried Trettl di mettere tutte le carte della questione sul tavolo».
Lo stesso Trettl, per la verità, dopo essersi rammaricato per la chiusura aveva espresso l'intenzione da parte dell'amministrazione di acquisire la fortezza dopo aver ricevuto dal consiglio comunale carta bianca per condurre una trattativa. Difficile, però, far fronte a un esborso consistente. «Il Comune è pronto a indebitarsi fino a 3,5 milioni di euro, ma ci sarà bisogno anche dei privati - le sue parole - che siano sponsor o residenti facoltosi». A febbraio Trettl aveva anche firmato di suo pugno una lettera appello. «Non si tratta di un edificio qualsiasi, ma del nostro castello. Molti di noi hanno ricordi legati a questo posto e la cappella ha un grande valore artistico. Vogliamo che tutto questo rimanga a disposizione dei cittadini».
Nella trattativa, però, non c'è solo la fortezza costruita da Ulrico II nel 1125. Nei 3,5 milioni, infatti, sarebbe compresa anche la Torre del Gesso e 45 ettari di bosco. «Speriamo la popolazione recepisca perchè un castello inaccessibile e l'osteria chiusa rappresenterebbero una sconfitta per tutti». Diverse le opzioni di compravendita sul tavolo: si va dalla permuta al mutuo a lunga scadenza, ma ancora il primo cittadino non si è espresso nel dettaglio. Intanto la spada di Damocle continua a ondeggiare.
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