BOLZANO. Diventerà un albergo il castello dove, quando scendeva a Bolzano, dormiva Andreas Hofer. A metà di via Monte Tondo, allora poco fuori dal centro urbano. Gli offrivano una stanza i Giovanelli, allora proprietari del maniero, una famiglia di commercianti dei Portici. Ma non un albergo qualsiasi: «Probabilmente a 5 stelle - dice Fulvio Rizzolo direttore della ripartizione pianificazione e sviluppo del Comune - visto quanto impegno è stato posto nel concordare risanamenti e interventi con l'ufficio tutela dei beni architettonici». Dunque, ecco finalmente definito il destino del castello “di città”, quasi un Mareccio un poco più discosto. Il percorso di ridefinizione d'uso e urbanistica è concluso: manca solo l'ultimo passaggio in giunta. Cioè lì dove era iniziato, un paio d'anni fa, prima di passare per le forche caudine delle concessioni edilizie e degli esami delle commissioni municipali. La direttrice di marcia aveva poi subito alcuni rallentamenti. Concessi i permessi, la proprietà, la Podini holding, aveva deciso di premurarsi rispetto a eventuali, successivi inciampi procedurali o di ricorso, presentando il progetto sul tavolo della Sovrintendenza alla belle arti. «I passaggi sono avvenuti almeno tre volte ogni sei mesi - ricorda Rizzolo - per concordare la tipologia degli interventi e definire i confini del risanamento». Base di partenza: il rispetto degli esterni e la cura nella conservazione anche delle strutture interne, finché è stato possibile. Uno dei passaggi più complessi è stato quello legato al risanamento energetico. Saranno usati pannelli coibentanti in grado di mantenere intatti i contorni esterni del castello e tutte le sue strutture storiche interne, garantendo una resa energetica impossibile in altre epoche. Pannelli che risulteranno invisibili una volta concluso l'intervento. Rizzolo, che presenterà martedì una relazione sul piano di recupero della zona Monte Tondo/Hörtenberg al consiglio di circoscrizione, tiene a precisare che non vi è stato alcun ampliamento volumetrico della struttura. La quale, muovendosi intorno ai 9mila metri di cubatura, si è mossa solo per sottrazioni-addizioni. Ad esempio, alcune strutture non storiche e soltanto funzionali presenti nell'area saranno sostituite con un nuovo elemento a "L" , accanto all'edificio principale, in grado di ospitare alcune stanze (dalle 5 alle 6) e una piscina. Così, nel suo complesso, il castello di Monte Tondo avrà alla fine una disponibilità di non più di trenta stanze. Un numero dunque limitato, il che fa supporre che questo sottodimensionamento sarà compensato dall'innalzamento della qualità generale dell'hospitality, confermando la previsione progettuale di una struttura 5 stelle. Alla base di questo destino alberghiero c’è una ricerca rispetto alle esigenze della città. La quale, rispetto alla sua capacità di attrazione cresciuta a dismisura negli ultimi decenni, mostra una asimmetria in negativo come capacità ricettiva. Bolzano ha carenza di alberghi. Paragonata a Merano, sembra una landa di campagna. Questa considerazione spiega perché, negli ultimi anni, si è intensificata la progettazione di edifici destinati all'ospitalità. In Zona, soprattutto, ma anche, pur in misura limitata in centro storico. All'interno di questo settore, poi, vi è tutt'ora un ambito che sembra ancora più aggredibile, in termini imprenditoriali: quello degli hotel di lusso. Concluso l'iter tecnico e con il mano il benestare sia edilizio che storico-architettonico sui due fronti, comunale e provinciale, il progetto potrebbe essere concluso entro il 2020. (p.ca.)