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BOLZANO. La Cisl ha dichiarato da anni la propria contrarietà non solo alla legge sul rimborso della metà dei contributi previdenziali della Regione ai contadini, ma a tutto il sistema di finanziamenti e agevolazioni fiscali che riguarda l’agricoltura. Il segretario aggiunto Michele Buonerba ribadisce la linea dell’organizzazione sindacale dopo la polemica sollevata da Thomas Egger (Wir Südtiroler) sui contributi previdenziali. «E’ tutto un settore che andrebbe riequilibrato», esordisce Buonerba, «a partire da un ragionamento politico di fondo».
Quale?
«Questo è solo uno degli innumerevoli casi che rivelano uno dei problemi dell’Alto Adige: i grandi flussi di denaro provinciale vengono indirizzati al di fuori di Bolzano, dove la Svp ha la maggior parte dei voti».
Cosa critica della legge regionale ?
«Che non sia esplicitamente prevista l’esenzione dal rimborso per gli agricoltori di fondovalle».
Un sostegno previdenziale ai piccoli agricoltori di montagna è invece legittimo dal suo punto di vista?
«Sì, come Cisl siamo favorevoli al sostegno dei piccoli agricoltori di montagna, che senza questo aiuto rischierebbero di non ricevere la pensione. Voglio sottolineare che la mancata distinzione tra estesa agricoltura di valle e piccola agricoltura di montagna in Alto Adige è un buco nero la cui gravità va ben oltre il tema della previdenza. L’esempio più eclatante è l’irrisorio apporto Irpef degli agricoltori altoatesini e la legge che lo consente».
Qualche cifra?
«Gli agricoltori altoatesini versano in tutto 1 milione di Irpef all’anno. Una cifra irrisoria. Ciò accade grazie alla legge nazionale che permette agli agricoltori di calcolare l’Irpef in base al reddito dominicale, che comporta la quasi totale esenzione del reddito. Ancora una volta, ciò potrebbe essere sensato per l’agricoltura di alta quota, ma come noto tutti i 116 Comuni altoatesini sono classificati di alta montagna in base alla normativa nazionale. Non c’è bisogno di sottolineate il paradosso di un tale vantaggio fiscale per i grandi latifondisti di fondovalle. Quindi 1 milione versato di Irpef contro 144 milioni all’anno di contributi provinciali assegnati all’agricoltura (dato 2011). Dovrebbe godere di agevolazioni fiscali e previdenziali solo chi ha un maso sopra i 700 metri di quota».
Il bilancio in contrazione della Provincia comporterà una diminuzione dei contributi.
«Non si tratta solo di tagliare, ma di razionalizzare. Negli anni si sono create stratificazioni non più sopportabili. Il risultato è che su una unica realtà si concentrano contributi dell’agricoltura, del turismo e del commercio. Ne abbiamo parlato nel nostro incontro con il capolista della Svp Arno Kompatscher, che a sua volta si dichiara favorevole a un ripensamento del bilancio provinciale». (fr.g.)
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