ORA. Si chiamano «youtuber»: neologismo inglese sintetizzabile in «persone che riescono a guadagnare, a volte anche molto, pubblicando i propri video su internet». Una definizione che sta diventando sempre più nota: ci provano in tanti, ma ci riescono in pochi.
Stefano Cavada, 25 anni, residente ad Ora, è tra coloro che ci sono riusciti. Con il suo canale «Beyond South Tyrol» ha raggiunto 13.615 follower. Praticamente quattro volte il paese di Ora. Ce l’ha fatta senza particolari alchimie o effetti speciali, ma puntando semplicemente sulle sue passioni. «Cucina e Alto Adige. Ho sempre amato entrambi moltissimo e ho deciso di fornire al pubblico una visione creativa di questo abbinamento. Ha funzionato».
Youtuber si nasce o si diventa?
«Io ho avuto questa fortuna, ma mi sono sempre dato molto da fare anche oltre il web. Ho lavorato come cameriere durante le stagioni invernali e, nel frattempo, ho seguito il mio progetto».
Seguito molto bene, dato che è presto diventato un lavoro vero e proprio.
«Fortunatamente ricevo molte richieste di collaborazione legate proprio alle mie produzioni su You Tube. È tutta una ruota che comincia a girare».
Youtuber, dunque, si diventa ma di sicuro appassionati di cucina ci si nasce.
«Quello sì. Io fin da piccolo chiedevo a mia mamma di poter cucinare i sughi. Ero piccolo, avevo 7-8 anni, ma mi ha sempre dato delle emozioni particolari. Per questo oggi sono davvero contento delle opportunità che mi si stanno aprendo».
Tanto da lasciare la casa di Ora per trasferirsi.
«Già, ma la destinazione è ancora top secret. Di certo rimarrò in Alto Adige, perché amo troppo questa terra per lasciarla».
Torniamo all’attività sul web. Qual è stata la molla che le ha fatto capire di poter trasformare una passione in un lavoro?
«È un processo che avviene nel tempo. Posso dire che le esperienze all’estero sono state la chiave per crescere. A Londra sono arrivato nel febbraio del 2012. Dovevo rimanere tre mesi e alla fine sono rimasto un anno. Mi occupavo di un’azienda che commercializza caffè italiano in Inghilterra. Ho affinato la lingua, conosciuto da vicino un’altra cultura e sono maturato. A Parigi, poi, sono rimasto solo tre mesi ed è stata un’esperienza meno fortunata, ma anche da questi inciampi si impara ad essere migliori» .
Se non avesse seguito questa attività, quale strada avrebbe seguito?
«Quando frequentavo il liceo scientifico Torricelli a Bolzano mi sono scoperto davvero bravo in matematica, quindi all’università avevo scelto proprio la facoltà di Matematica. Continuavo però a chiedermi cosa potessi fare per abbinare cultura e creatività in modo da generare ricchezza e lavoro collegati all’innovazione tecnologica che stiamo vivendo».
Insomma era un predestinato. Adesso che progetti ci sono nel suo futuro sul web e nel lavoro?
«Ho già pronta una miniserie con dodici video. Sei saranno ricette tradizionali con un tocco internazionale, mentre altre sei si concentreranno su alcuni incontro con produttori del nostro territorio. Poi avrei voglia di mettere nero su bianco la mia esperienza con alcuni libri. Sono già pronto».
Intanto mercoledì prossimo Cavada sarà il testimonial della giornata dedicata a «Cultura, volontariato ed innovazione» organizzata al Centro Trevi di via Cappuccini a Bolzano dal Centro servizi cultura e volontariato dalle 10 alle 19. Un esempio concreto per tutte le curiosità.
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