BOLZANO. E’ arrivata la legge elettorale della Svp sulle provinciali. E iniziano le danze, perché via Brennero ha intenzione di fare in fretta. Il cuore del disegno di legge è il metodo D’Hont, avversato da tutti gli altri partiti.

Il testo, sottoscritto dai 18 eletti della Svp con il capogruppo Elmar Pichler Rolle primo firmatario, è stato depositato in consiglio provinciale venerdì pomeriggio. Il sito del Consiglio riporta solo il titolo del disegno di legge. Non è ancora disponibile il testo, che verrà pubblicato appena sarà disponibile la traduzione in italiano.

Pichler Rolle gela le attese di chi sperava, compreso l’alleato Pd, che in queste settimane di silenzio la Svp avesse maturato un ripensamento sul metodo D’Hondt: «Abbiamo detto dall’inizio che puntavamo a quel sistema elettorale. Abbiamo avuto numerosi colloqui con gli altri partiti, ma restiamo dell’idea che questa riforma elettorale possa scongiurare la frantumazione in troppi gruppi consiliari e soprattutto eviterà i colpi i fortuna di chi entra in Consiglio senza avere ottenuto i voti necessari per un seggio pieno e viene premiato dai resti», ricorda Pichler Rolle.

Questa tesi viene ribaltata dagli avversari del D’Hondt trapiantato in Alto Adige, secondo i quali «l’obiettivo della Svp non è tenere fuori dal consiglio i partiti minori come Unitalia o la BürgerUnion, ma garantirsi ancora la maggioranza assoluta in Consiglio, anche proseguisse l’emorragia di voti. L’unica veramente avvantaggiata sarà la Svp».

I tempi. Inizierà domani la nuova seduta del consiglio provinciale. Subito dopo la Svp intende iniziare nella prima commissione legislativa l’esame sul disegno di legge elettorale. E’ prevista una discussione unificata con gli altri disegni di legge sul sistema elettorale presentati dai gruppi di opposizione. Regolamento permettendo (e ormai le modifiche sono significative), la Svp punta ad approvare la propria legge in commissione entro questo mese. Obiettivo di massima, arrivare al dibattito in consiglio provinciale prima della pausa estiva.

Il metodo. Il D’Hondt è un metodo matematico per l'attribuzione dei seggi che procede dividendo il totale dei voti di ogni lista per 1, 2, 3, 4, 5, 6 fino al numero di seggi da assegnare, nel nostro caso 35. I seggi disponibili vengono attribuiti in base ai risultati in ordine decrescente. Vengono premiate le liste più forti e le aggregazioni. Seconda la proiezione effettuata da Riccardo Dello Sbarba (Verdi) a parità di voti rispetto al 2008, la Svp avrebbe 2 consiglieri in più, (da 18 a 20) e i Freiheitliche passerebbero da 5 a 6 eletti. Resterebbero fuori Lega, BürgerUnion e Unitalia. Invariati, sempre a parità di voti, Verdi, Pd, Pdl e Stf. Tra i partiti si sarebbe trovato più consenso su un metodo con soglia di sbarramento, ma Pichler Rolle ribadisce: «In Alto Adige verrebbe dichiarata incostituzionale come già accaduto per i problemi che si erano creati rispetto alla rappresentatività del guppo ladino».

Le altre novità . Il disegno di legge istituisce per la prima volta il voto per corrispondenza alle provinciali per gli altoatesini residenti all’estero o fuori provincia. Una soluzione che abbatterebbe i costi dei rimborsi a chi torna in Alto Adige per votare. Semplificata anche la procedura di elezione della giunta: verrebbe eletto prima il presidente, poi tutta la giunta, non più votazione nome per nome. Franchi tiratori disinnescati. Si mettono in legge anche le quote rosa: le liste devono avere almeno un terzo di donne candidate. Non è passata invece l’ipotesi di una percentuale fissa di donne in giunta. Il disegno di legge prevede che le assessore siano in proporzione alle elette in Consiglio.

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