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BOLZANO. C’era anche Federica Pizzaia, consigliera comunale a Egna, già esponente di Fratelli d’Italia, nel pullman in cui si è cantata la versione stravolta de «Il ragazzo della via Gluck» con i bambini che spariscono e il terzo Reich. Quella canzone sguaiata e una svastica sul polpaccio sono costati il posto alla trentina Marika Poletti, capo di gabinetto dimissionaria dell’assessore provinciale Mattia Gottardi.
Nello scandalo finisce, dieci anni dopo, anche Federica Pizzaia, oggi consigliera comunale di una lista civica a Egna. Impegnata da molto giovane nel centrodestra altoatesino, è stata iscritta a Fratelli d’Italia, dove risulta tra le cariche elettive fino al novembre del 2017. «Da allora non è più iscritta», riferisce il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Marco Galateo.
La storia spunta fuori dieci anni dopo, perché il video con la canzone era stato pubblicato nel 2009. La consigliera comunale, avvocatessa, si difende: «Quella canzone faceva parte di una parodia della Gialappa’s Band e noi stavamo imitando la parodia. Non ho certo svastiche tatuate, non ho mai avuto posizioni politiche estreme».
Lo scandalo contro Marika Poletti è di questa settimana: già presidente trentina di Fratelli d’Italia, poi candidata non eletta alle provinciali con Civica trentina, entra nello staff di Gottardi ma deve andarsene perché saltano fuori le fotografie del tatuaggio con la svastica e il video di una gita in pullman. Ieri il nuovo capitolo negli ambienti della destra bolzanina: nel video, vicino a Marika Poletti, viene riconosciuta Federica Pizzaia.
Nella versione deformata della canzone di Adriano Celentano, che si commenta da sola, cantano ridendo: «C’era un ragazzo della Wehrmacht, si divertiva a giocare con me, qual era il gioco non te lo dico, ogni mattina spariva un amico, là dove c’era il Belgio ora c’è il Terzo Reich». Non ci hanno trovato nulla da ridere a Trento, dove le dimissioni di Marika Poletti sono arrivate velocemente, incalzata dall’“Osservatorio contro i fascismi”, che ha diffuso il materiale, e da molte proteste.
Filmata tra i giovani che cantano e ridono nel video, Federica Pizzaia parla di una goliardata: «Il video è stato pubblicato nel 2009, ma forse è stato girato anche prima. Non ricordo neppure dove stessimo andando quel giorno. Di certo non stavamo inneggiando ai nazisti. Quella canzone era comparsa in una gag di una trasmissione della Gialappa’s e noi la stavamo riproducendo. Devo finire alla gogna per la parodia di una parodia?».
In una trasmissione della Gialappa’s è andata in onda la parodia di un vescovo tedesco, il fittizio “vescovo Williamson”, che cantava appunto «C’era un ragazzo della Wehrmacht...» nello scandalo generale. Sul pullman, dice la consigliera comunale, non avrebbero fatto altro che citare quella gag.
«Bisogna vedere le cose nel loro contesto», così Pizzaia. Trova divertente cantare in gita una canzone che parla di bambini che spariscono, qualsiasi sia il contesto? «Sono stata sempre equilibrata. Quella canzone era andata in onda, non era nostra», insiste Pizzaia. «In tanti anni di conoscenza non ho mai sentito Federica dire una cosa sopra le righe», dice Galateo. Alessandro Urzì (coordinatore regionale di Fratelli d’Italia assicura che «da anni milita in altro contesto politico». FR.G.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nello scandalo finisce, dieci anni dopo, anche Federica Pizzaia, oggi consigliera comunale di una lista civica a Egna. Impegnata da molto giovane nel centrodestra altoatesino, è stata iscritta a Fratelli d’Italia, dove risulta tra le cariche elettive fino al novembre del 2017. «Da allora non è più iscritta», riferisce il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Marco Galateo.
La storia spunta fuori dieci anni dopo, perché il video con la canzone era stato pubblicato nel 2009. La consigliera comunale, avvocatessa, si difende: «Quella canzone faceva parte di una parodia della Gialappa’s Band e noi stavamo imitando la parodia. Non ho certo svastiche tatuate, non ho mai avuto posizioni politiche estreme».
Lo scandalo contro Marika Poletti è di questa settimana: già presidente trentina di Fratelli d’Italia, poi candidata non eletta alle provinciali con Civica trentina, entra nello staff di Gottardi ma deve andarsene perché saltano fuori le fotografie del tatuaggio con la svastica e il video di una gita in pullman. Ieri il nuovo capitolo negli ambienti della destra bolzanina: nel video, vicino a Marika Poletti, viene riconosciuta Federica Pizzaia.
Nella versione deformata della canzone di Adriano Celentano, che si commenta da sola, cantano ridendo: «C’era un ragazzo della Wehrmacht, si divertiva a giocare con me, qual era il gioco non te lo dico, ogni mattina spariva un amico, là dove c’era il Belgio ora c’è il Terzo Reich». Non ci hanno trovato nulla da ridere a Trento, dove le dimissioni di Marika Poletti sono arrivate velocemente, incalzata dall’“Osservatorio contro i fascismi”, che ha diffuso il materiale, e da molte proteste.
Filmata tra i giovani che cantano e ridono nel video, Federica Pizzaia parla di una goliardata: «Il video è stato pubblicato nel 2009, ma forse è stato girato anche prima. Non ricordo neppure dove stessimo andando quel giorno. Di certo non stavamo inneggiando ai nazisti. Quella canzone era comparsa in una gag di una trasmissione della Gialappa’s e noi la stavamo riproducendo. Devo finire alla gogna per la parodia di una parodia?».
In una trasmissione della Gialappa’s è andata in onda la parodia di un vescovo tedesco, il fittizio “vescovo Williamson”, che cantava appunto «C’era un ragazzo della Wehrmacht...» nello scandalo generale. Sul pullman, dice la consigliera comunale, non avrebbero fatto altro che citare quella gag.
«Bisogna vedere le cose nel loro contesto», così Pizzaia. Trova divertente cantare in gita una canzone che parla di bambini che spariscono, qualsiasi sia il contesto? «Sono stata sempre equilibrata. Quella canzone era andata in onda, non era nostra», insiste Pizzaia. «In tanti anni di conoscenza non ho mai sentito Federica dire una cosa sopra le righe», dice Galateo. Alessandro Urzì (coordinatore regionale di Fratelli d’Italia assicura che «da anni milita in altro contesto politico». FR.G.
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