BOLZANO. Clienti che minacciano una recensione negativa se non gli fai lo sconto, altri che si spacciano per critici enogastronomici mandati per conto di Tripadvisor e pretendono di mangiare gratis. E ancora: i concorrenti che - online - si spacciano per clienti e scrivono che il tuo ristorante è peggio di una topaia.

La lista di aneddoti e racconti dei ristoratori bolzanini è infinita. Ormai è guerra aperta con TripAdvisor, uno dei siti più famosi di recensioni online, una vera e propria agenzia di rating che dà voti senza assumersi alcuna responsabilità sui giudizi dati. La situazione è diventata talmente critica che parecchi ristoratori bolzanini si sono attivati per fare una «class action».

Il portale pubblica le recensioni degli utenti. In questo modo, ogni viaggiatore può utilizzare TripAdvisor quale strumento per condividere con tutta la community la sua esperienza. Nell'era digitale, tra tablet e smartphone, questo strumento offre vantaggi non trascurabili, in quanto permette di bypassare le informazioni ufficiali. Dall'altro è una potente arma nelle mani del viaggiatore che, per "scroccare" una notte in hotel, farsi offrire una cena o avere un semplice sconto agita lo spauracchio di una recensione negativa.

A Bolzano sono molti i ristoratori che, nonostante siano ben piazzati nella vituperata classifica, esprimono critiche severe: «Si dovrebbe regolamentare il tutto per rendere più serio e affidabile questo strumento - spiega Willy Waldner de "Il Torchio"in via Museo - tutti possono scrivere quello che credono, con il rischio di diffamazioni, invidie e meschinità. Le critiche, quando sono sane, sono necessarie e benvenute. Ma talvolta si scrivono assurdità e nessuno ci mette la faccia. Per garantire trasparenza si potrebbe creare un sistema diverso, che permetta di verificare l’attendibilità del cliente che intende recensire il ristorante».

Christian Abitani, chef del “Tinello” di via Conciaplelli punta il dito: «Non è possibile che un ristorante debba competere con un kebabbaro, un pub o una caffetteria. Si dovrebbero poter selezionare delle categorie, fare una ricerca per settori, altrimenti la confusione regna sovrana e il cliente si sente smarrito».

«Delle recensioni negative fatte in malafede possono penalizzare davvero un'attività - spiega Erion Maloku, della Franziskanerstuben -. Non esistono controlli, addirittura alcuni ristoratori pagano per avere delle buone recensioni e scalare le classifiche. È tutto fasullo. Io lo boccio senza se e senza ma».

Dello stesso avviso Verena Trenner, del ristorante Nadamas in piazza delle Erbe: «Sicuramente è un sistema che non funziona, bisogna cambiare, regolamentare. L'anonimato è pericoloso e non dà alcuna garanzia di serietà e affidabilità. Non c'è nessun criterio scientifico». «I controlli dovrebbero essere più severi - sostiene Robert Wieser,del Kaiserkron - e non è possibile non poter risalire all'identità di chi scrive».

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