MERANO. Per la prima volta anche nella città di Merano, per precisa scelta del defunto o dei suoi congiunti, si è potuto realizzare il rito della dispersione delle ceneri in natura. L'altra mattina, nella zona individuata mesi fa dall'amministrazione comunale a Mitterwald presso Montefranco, si è dato luogo alla cerimonia funebre alla presenza dell'assessore competente Nerio Zaccaria e della responsabile dei servizi cimiteriali Manuela Simonato.

Il rito, il primo in assoluto nel Comune di Merano, è avvenuto in un'area individuata appositamente dal Comune e sotto la sorveglianza dei due operatori comunali preposti, Friedrich Margesin e Heinrich Tolpeit. “A fronte delle crescenti richieste, da parte dei congiunti, di poter praticare questa usanza funebre - ha spiegato l'assessore Zaccaria - abbiamo ritenuto doveroso offrire alle famiglie meranesi anche questa possibilità. Allo scopo siamo riusciti in breve tempo a predisporre un'area che era già di proprietà del Comune, e quindi senza ulteriori oneri per le casse comunali. Si tratta di un luogo appartato, in mezzo alla natura, che ben si presta per questo genere di rito. Stiamo però anche valutando la possibilità di realizzare uno spazio per la dispersione delle ceneri anche all'interno dell'area cimiteriale".

"In mancanza di volontà testamentaria espressa dal defunto - precisa Manuela Simonato - la cremazione può essere richiesta da un familiare. Per la dispersione delle ceneri è invece assolutamente indispensabile la volontà testamentaria espressa in vita in forma di testamento pubblico o segreto. La volontà può essere espressa anche tramite l'associazione altoatesina per la cremazione Socrem. È possibile anche esprimere la propria volontà sia alla cremazione che alla dispersione delle ceneri compilando un apposito modulo presso l'Ufficio del cittadino del Comune di Merano".

La cremazione è un rito che si sta sempre più diffondendo anche in riva al Passirio. Nel 2014 sono state effettuate 185 cremazioni (in 22 casi le urne contenenti le ceneri sono custodite nelle private abitazioni) e 179 sepolture tradizionali (inumazioni in terra e tumulazioni in loculo).

Nel 2015 le cremazioni sono aumentate a 213, mentre si sono registrare 240 sepolture. Per quanto riguarda il 2016 (i dati sono aggiornati al 30 giugno) le cremazioni finora effettuate sono state 118 (con tre richieste di dispersione delle ceneri in natura, di cui la prima avvenuta l'altro giorno), 83 invece le sepolture.

Sul tema era intervenuto di recente il Vaticano. Non è consentita, se non “in caso di circostanze gravi ed eccezionali” da valutare a cura del vescovo locale, la conservazione delle ceneri dei defunti nelle abitazioni, né tanto meno la suddivisione dei resti tra diversi nuclei familiari. È vietata anche la dispersione delle ceneri in terra, acqua o aria e anche la loro conversione in oggetti commemorativi e pezzi di gioielleria. Questo quanto dispone l'istruzione «Ad resurgendum cum Christo», emanata dalla Congregazione per la dottrina della fede e approvata dal Papa.

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