Anniversario al Centro per la Pace. Sono passati dieci anni da quando il Comune di Bolzano lo istituì, con decisione del consiglio comunale. Per tale occasione, ecco un interessante programma di incontri e approfondimenti sui temi della pace e dei diritti umani, il tutto presentato ieri in municipio nel corso di una conferenza stampa alla presenza del sindaco Luigi Spagnolli, dell'assessore comunale competente Luigi Gallo e del responsabile del Centro Pace Francesco Comina.

"Un intuizione lungimirante quella di creare un Centro Pace a Bolzano" ha sottolineato Luigi Gallo. «All'epoca -ha detto - il sindaco era Giovanni Salghetti Drioli. Da allora il Centro Pace è cresciuto progressivamente ed è riuscito a diventare un punto di riferimento culturale non solo cittadino ma anche nazionale. Molte le collaborazioni anche a livello sovra nazionale. Tutto questo per merito di chi il Centro lo ha voluto, ma anche e soprattutto di chi in questi anni vi ha lavorato con passione impegno e grande professionalità». Il sindaco Spagnolli da parte sua ha evidenziato che «si tratta di un' iniziativa particolarmente riuscita perché Bolzano e l'Alto Adige hanno un substrato legato alla storia e alla compresenza di più gruppi linguistici, oltre a tutto quello che ben sappiamo. Questo genera in coloro che vengono da fuori, dei sentimenti positivi, sia in quelli che vengono a farci visita che in coloro che si trasferiscono qui per viverci. In questa terra siamo riusciti ad ottenere un obiettivo che in molte altre parti del mondo è ancora solo nella fantasia delle persone: far condividere gente di storia cultura provenienza e lingua diversi. Il Centro Pace riesce a far ragionare le persone traducendo sentimenti positivi».

«Per questo compleanno davvero speciale - ha ricordato Comina - Il Centro per la Pace del Comune di Bolzano ospita in particolare la testimonianza di uno dei grandi protagonisti del Novecento e la presentazione del primo libro in italiano che ricostruisce la vicenda della più famosa vittima della dittatura argentina diventata paladino dei diritti umani a livello mondiale: Dio non uccide. Vita del premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel, scritto dal giornalista bolzanino Arturo Zilli per la casa editrice "il Margine" di Trento, con la prefazione della famosa pacifista austriaca Hildegard Goss-Mayr».

L'incontro, organizzato dal Centro per la Pace in collaborazione con la Libera Università e il Jazz Festival Alto Adige-Südtirol, intende coniugare impegno civile, arte, musica e testimonianza. Il premio Nobel argentino Adolfo Perez Esquivel e il bandoneonista Juan Pablo Jofré Romarion richiameranno l'attenzione sui diritti umani e ambientali e sul ruolo che la musica ha avuto in tante parti del continente latinoamaricano come forma di resistenza alle dittature.

Oltre alla musica e alle parole ci sarà anche un omaggio alla storia del premo Nobel Esquivel e alla musica di Romarion da parte del noto muralista cileno Eduardo "Mono" Carrasco che comporrà, con alcuni giovani studenti bolzanini, un'opera a colori.

Si inizia il 2 luglio, ore 11, al Vecchio Municipio in via Portici 30, con l’inaugurazione di «Dieci giorni per dieci anni», mostra retrospettiva di manifesti. Saluto del premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel e interventi del sindaco Luigi Spagnolli e dell'assessore Luigi Gallo. Quindi Francesco Comina con "Uno sguardo sul mondo. I dieci anni del Centro per la Pace". Alle ore 17.45, nel cortile della Libera Università. Alle ore 18 nel cortile della Libera Università presentazione del libro di Zilli con la partecipazione di Perez Esquivel, l'autore della pubblicazione, il jazzista argentino Juan Jofré Pablo Romarion e Grazia Tuzi.

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