BOLZANO. «Ragazzi questa volta si corre uniti, niente scherzi». Si sono lasciati così i primi ricognitori del centrodestra, Lega e Alto Adige nel cuore. «Lo schema è quello di Laives», ha semplificato Carlo Vettori. E Gabriele Giovannetti, vice di Urzì, ha aggiunto: «Lista unitaria con la Lega strettissima alleata». In sostanza, per rivincere a Bolzano, la ricostituzione dell'asse Salvini-Berlusconi-Meloni , quello del palco di Bologna. Adesso sono in arrivo gli incontri tra Urzì, FI e Unitalia e magari anche Holzmann ma la cornice è definita.

Con la Lega che non ascolterà altre sirene. Probabile ma ancora non definito, invece, il circuito delle alleanze nel centrosinistra. Ieri il primo giro di consultazioni Pd, in delegazione ufficiale e non più alla finestra a leggere di quelle di Caramaschi. E che ha posto di fronte Costa-Tommasini-Di Fede alla sinistra. Quella classica, senza i Verdi. Prima era avvenuto l'incontro coi socialisti. Nelle prossime ore e giorni i tavoli con gli ecologisti e i centristi di Gennaccaro e dintorni. Al centro, ieri, almeno nelle premesse, la discussione sul programma. Essenziale, visto che i punti qualificanti Pd sono ancora lontani da quelli di Gallo e Margheri. E, soprattutto, la prospettiva delle primarie: se interne o di coalizione. Ma non è andata proprio così. Perché si sarebbe trattato, soprattutto secondo la delegazione della sinistra, di un primo tentativo di riavvicinamento, anche umano. E che non sarà semplice far progredire.

Lo spiega Luigi Gallo: «Dovremo lavorare a lungo nelle prossime settimane...».

Siete distanti sui punti programmatici?

«Non si tratta di programma. Si tratta di una questione più seria: la fiducia. Si è rotto qualcosa con la fine della giunta Spagnolli e l'ostacolo che percepisco molto presente, da allora, è che il nostro elettorato non è più così convinto che tornare alleati del Pd sia ora la cosa giusta...».

A destra, invece, chiara la sensazione che le prossime elezioni sono un'occasione da non farsi sfuggire. «I candidati? Discuteremo dopo esserci incontrati con le delegazioni del centrodestra classico - chiarisce Giovannetti - e non escludo che possa essere una donna...».

Ma donna o no, il punto di riferimento vincente è Laives. «C'è la volontà di riproporre quello schema politico - dice Vettori - anche con la capacità di uscire dai riferimenti consueti del centrodestra. Ma la Lega non vuole condizionare nulla e nessuno. Attenderà gli incontri tra gli altri partiti ma il punto fermo è che ci si sforzerà di arrivare ad una coalizione coesa. Perchè anche Bolzano e non solo Laives hanno bisogno di voltare pagina e dimenticare esperienze fallimentari che hanno portato al commissariamento».

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