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Perché non prendere ciò che ha funzionato e adattarlo? È nata così la «discesa in campo» di Christian Bianchi per Bolzano. Il sindaco di centrodestra, che governa Laives con la Volkspartei, si è messo a disposizione come una sorta di «tutor».
È nata così la riunione riservata che si terrà martedì a Laives. «Mi incontrerò in pizzeria con alcune persone», minimizza Bianchi.
«Mi dispiace che sia trapelato. Non vorrei che passasse il messaggio che salgo in cattedra. Mi piace comunicare una esperienza positiva e sperare che possa andare bene anche a Bolzano. In più, non essendo coinvolto direttamente, posso avere uno sguardo più sereno». Alla riunione sono stati invitati esponenti del centrodestra, da Fratelli d’Italia, alla Lega, Alto Adige nel cuore, Enrico Lillo e Forza Italia. Non ci sarà CasaPound, rispetto alla cena di Benussi, perché la parola d’ordine di Bianchi è «moderati».
Quale sarà il suo primo consiglio?
«Concentrarsi, muovere di testa e non di pancia. Non può esserci nulla di più sbagliato di imbarcare tutti, pensando di fare il pieno di voti per poi andare dalla Svp».
E invece?
«Il centrodestra deve fare una scelta sul candidato sindaco, sulle strategie, su chi può starci e chi no, per essere in condizione di parlare con la Svp. L’esperienza del sindaco Benussi dovrebbe essere di costante monito: abbiamo vinto, e poi siamo andati a casa. Le prove di forza sono inutili, serve la strategia per una coalizione credibile. Mai come oggi ci sono le condizioni per cambiare maggioranza a Bolzano. Proviamoci, giriamo pagina, smettiamo di essere grandi raccoglitori di voti che finiscono in cantina. Parafrasando ciò che diceva Enrico Cuccia a proposito delle azioni, i voti non si contano, ma si pesano. A maggio ho preso meno voti dell’altra volta, ma sono diventato sindaco. Perché abbiamo costruito le condizioni giuste».
Quale schema potrebbe funzionare a Bolzano?
«Unire una parte di centrodestra con una civica di riferimento, che esprima il candidato sindaco. Questo è essenziale: il candidato deve essere collegato alla civica. Raccogliere abbastanza voti per sedersi al tavolo con la Svp. Penso a un centrodestra moderato e anche alla Lega. Lasciamo perdere i grandi argomenti della destra, diamoli per acquisiti. Un sindaco deve occuparsi di traffico, famiglie, quartieri, aziende».
Non pensa a larghe intese con il Pd?
«Non mi sembra uno scenario attuabile».
Difficilmente la Svp scaricherà il Pd nel capoluogo.
«L’esperienza di Laives secondo me è sufficiente per indurre la Svp in “tentazione”. Anche la Svp, lo abbiamo visto con la sconfitta di Ortisei, ha bisogno di scegliere sul territorio ciò che è meglio».
Arriveranno telefonate da Roma alla Svp.
«Ne sono arrivate tante anche a Laives. Nessuno le ha ascoltate».
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