BOLZANO. Licenze al dettaglio in zona produttiva, la guerra continua. Non potranno riaprire i due negozi da 4.800 metri (ex Aiazzone) e da 1.300 metri che il Comune ha fatto chiudere al Centrum di via Galvani. Mariano Vettori, legale di Tosolini, l'imprenditore proprietario del centro commerciale, spiega che il Tar ha rigettato il ricorso e negato la sospensiva: «Ci troviamo a fronteggiare un danno enorme visto che i due esercizi commerciali, per benissimo che vada, non potranno riaprire almeno per il prossimo mese e mezzo. Abbiamo già pronto il ricorso al Consiglio di Stato, speriamo che la questione corra veloce». Al posto dell'ex negozio di mobili dovrebbe riaprire un outlet di abbigliamento mentre l'altro negozio che al momento resta chiuso aspetta di avere l'ok per una licenza alimentare.

Vettori è scettico: «Qui le cose vanno al contrario. Mi chiedo come possa il Tar rigettare un ricorso quando la legge provinciale sul cui presupposto si base la chiusura ordinata dal Comune è palesemente incostituzionale». Ricordiamo che nelle scorse settimane in tutta la zona produttiva il Comune aveva fatto chiudere tutta una serie di negozi. Tra questi anche due attività commerciali che si trovano proprio in via Galvani. Al centro della questione ancora una volta le licenze al dettaglio in zona produttiva. La legge provinciale permette, infatti, solo il commercio al dettaglio per alcune tabelle merceologiche (mobili, arredamento, bricolage, auto, materiali edili ecc.) ma l'articolo 5, introdotto di recente, ha inaugurato una sorta di sanatoria per eventuali attività al dettaglio attive in Zona prima del 21 marzo 2012. «Articolo sfruttato da chi in fretta e furia - aveva spiegato a suo tempo il vicesindaco Klaus Ladinser - ha dato comunicazione di attività fittizie che adesso intendiamo controllare». I controlli, partiti puntuali, hanno dato vita ad ordinanze di chiusura contro le quali i singoli hanno fatto ricorso al Tar. Slitta intanto a marzo 2013 l'udienza del Tar a cui si è rivolto con un ricorso lo stesso Tosolini che contesta alla Provincia il fatto di aver concesso al Twenty di Podini la patente di unico centro commerciale dell'Alto Adige. Vettori ricorda che Tosolini aveva presentato un progetto per realizzare sull'area della Metro un centro commerciale, questione nemmeno presa in considerazione dalla Provincia. «Provincia che - ha detto più volte Tosolini - con uno pseudo-bando ha fatto un regalo grande così ai Podini - contro i quali non ho nulla - regalando loro, tra il resto, 20 mila metri quadrati di licenze. Io mi sono mosso con un ricorso al Tar ma continuo a chiedere alle amministrazioni tutte libertà, trasparenza e legalità».

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