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BOLZANO. Quattro ragazzini minorenni (due di 13 anni e altrettanti di 14 anni) hanno rischiato di provocare un incidente ferroviario solo per il gusto di vivere «emozioni forti» e verificare «de visu» la forza di un locomotore. La vicenda, che avrà probabilmente ripercussioni giudiziarie alla Procura presso il Tribunale dei minorenni, risale al 28 maggio scorso, lunedì non lavorativo in Alto Adige per la festività di Pentecoste. I quattro ragazzini rischiano una denuncia per attentato alla sicurezza dei trasporti. Hanno tutti ammesso le proprie responsabilità, si sono detti pentiti di quanto fatto ed hanno confessato di aver architettato l’iniziativa in questione per vedere che «effetto faceva» porre sui binari una sbarra di ferro al passaggio di un treno. Il tutto è accaduto in una piccola stazione della Bassa Atesina, non presidiata da personale ferroviario fisso ma dotata di tutti i controlli a distanza previsti dai protocolli di sicurezza. E sono state proprie le immagini delle telecamere di sicurezza a permettere alla polizia ferroviaria di Bolzano, comandata da Vincenzo Tommaseo, di identificare i quattro ragazzini. L’allarme è stato lanciato nel pomeriggio del 28 maggio scorso dal macchinista di un convoglio regionale che si era fermato regolarmente alla stazione come da piano di viaggio. Prima di ripartire il conducente si è accorto di un tubo di ferro, dal peso di una decina di chili e lungo circa 2 metri e mezzo, che era stato posizionato trasversalmente sulle rotaie. Il macchinista ha rimosso la sbarra e l’ha consegnata agli agenti della Polfer di Verona denunciando il caso. A questo punto sono scattate le indagini .
Grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza sono stati notati i quattro ragazzini che hanno posizionato la sbarra di ferro sulle rotaie e hanno anche allagato i bagni della piccola stazione aprendo tutti i rubinetti dei lavandini. L’identificazione dei ragazzini è stata possibile con il coinvolgimento degli insegnanti della scuola media che hanno riconosciuto i quattro. I ragazzini sono stati così convocati con i genitori (che si sono detti sorpresi della vicenda) e hanno ammesso tutto. Hanno dichiarato di aver trovato il tubo di ferro (di una vecchia condotta d’acqua) sotto un albero. Se fosse stato travolto da un treno in velocità avrebbe potuto trasformarsi in un micidiale proiettile.
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