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TRENTO. Adescava bambine di nove anni offrendo caramelle e gelati dal suo furgone, arrivando ad afferrarle con violenza al loro rifiuto, e si esibiva in atti osceni davanti alle giovani studentesse che tornavano a casa da scuola. Sono le pesanti accuse contestate a un cittadino tunisino di 63 anni, residente al Brennero ma di fatto domiciliato a Bolzano, finito al centro di un'indagine della Procura di Trento per una serie di gravissimi episodi avvenuti nei mesi scorsi in Valle Isarco. Per l'uomo, accusato di adescamento di minorenni, violenza privata e atti osceni in luogo pubblico, la Procura ha chiesto l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.
I casi contestati
L'episodio più grave contestato all'uomo risale alla fine dello scorso anno scolastico in Valle Isarco. Secondo quanto accertato dalle indagini, il 63enne, alla guida di un furgone bianco, avrebbe affiancato nei pressi di una rotatoria stradale una bambina di appena nove anni che stava rientrando a casa da scuola. Dopo averla salutata in italiano, l'uomo si sarebbe rivolto alla piccola in lingua tedesca, offrendole caramelle e gelati che custodiva a bordo del mezzo nel tentativo di convincerla a salire. Di fronte al netto rifiuto della bambina, l'uomo l'avrebbe afferrata con forza per un braccio per costringerla a fermarsi. Solo una spinta e una fuga disperata hanno permesso alla piccola di liberarsi e di trovare rifugio in un vicino boschetto, dove si è nascosta dietro un albero terrorizzata, assistendo da lì al tentativo dell'uomo di adescare un'altra ragazzina.
A questo episodio si aggiunge quanto avvenuto il 10 gennaio scorso, sempre in Valle Isarco (non siamo più precisi per non rendere riconoscibili le vittime), lungo una strada abitualmente percorsa da giovanissimi studenti per raggiungere la locale stazione ferroviaria e i mezzi pubblici. Qui, secondo le accuse, l'indagato si sarebbe posizionato dietro al proprio furgone e avrebbe compiuto atti di masturbazione, tenendo lo sguardo fisso su due studentesse minorenni di passaggio che hanno assistito alla scena. L'interrogatorioIeri il caso è approdato davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trento, Enrico Borrelli, per l'interrogatorio preventivo previsto dalla recente riforma penale.
Questa procedura impone il confronto con l'indagato prima dell'eventuale applicazione di misure restrittive, qualora non vi sia un imminente pericolo di fuga. Il 63enne, seguito da un avvocato bolzanino, ha respinto gli addebiti fornendo giustificazioni sommarie. In merito al primo episodio, l'uomo ha asserito davanti al gip di non essersi affatto masturbato, sostenendo che si trattasse di un totale malinteso e che si era semplicemente appartato dietro al furgone per fare la pipì. Riguardo invece al grave tentativo di adescamento della bambina di nove anni, l'indagato ha negato radicalmente ogni accusa, dichiarando al giudice di non essere mai transitato con il proprio mezzo da quella specifica rotatoria stradale. Al termine dell'interrogatorio, il giudice Enrico Borrelli si è riservato la decisione sulla richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura. Il verdetto sul concedere o meno gli arresti domiciliari è atteso nelle prossime ore. Al.Bo.


