BOLZANO. Utilizzando l’arte sagace delle vignettistica, quest’anno, per l’8 marzo, il Coordinamento Donne della Cgil-Agb ha puntato i riflettori sugli stereotipi culturali che inibiscono la figura femminile e la intrappolano, in gabbie sessiste in molti ambiti della vita. “Le donne hanno fatto carriera – così Doriana Pavanello, referente del Coordinamento Donne – eppure il gergo della quotidianità è intriso di luoghi comuni che evidenziano veri e propri pregiudizi culturali”. Da questa consapevolezza è nata l’idea di una collaborazione con gli studenti della facoltà di design per la realizzazione di una installazione artistica da realizzare su suolo pubblico, in centro città e che consentisse di interagire con la gente. E così ieri in piazza Municipio, dalle ore 10 alle 13, i passanti si sono fermati incuriositi ed, interpellati, hanno espresso la loro idea sull’8 marzo. E poi da una proficua collaborazione con tre studenti dell’Ateneo di Bolzano, l’idea è diventata vignetta. E così si è concretizzata su carta l’immagine delle donna a più braccia, novella dea Kalì, che tiene in mano la penna, il bimbo, il computer, il pannolino, la pentola... insomma la ben nota donna tuttofare che ben conosciamo. E ancora... se una proposta viene lanciata da una donna resta lettera morta, se parte da un uomo scatta l’applauso! Fabio Bernardi, giovane vignettista e Chiara Rovescala hanno messo a disposizione il proprio talento e la propria arte per interpretare figurativamente luoghi comuni che le rappresentanti Donne Cgil-Agb hanno pazientemente raccolto dai passanti.

Marianna Pasina, anche lei studentessa di design, ha realizzato la struttura su cui verranno esposte le vignette.

“Abbiamo voluto toccare con mano e confrontarci con donne e uomini di tutta le età per cercare di colmare una lacuna nell’uso della lingua parlata, per cercare di sensibilizzare e aiutare il cambiamento culturale – conclude Pavanello - Attraverso il linguaggio abbiamo rappresentato una realtà e un universo di valori e immagini. Mettere in discussione questo aspetto significa superare i rigidi ruoli che la società ha assegnato ad donne e uomini e liberare le potenzialità delle differenze”.