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MERANO. Chaddad ritorna a casa. Questa volta, definitivamente. La sua storia aveva commosso la comunità meranese che ha risposto con sensibilità e impegno salvando al ragazzo del Benin, oggi ventenne, la gamba destra destinata all'amputazione. Chaddad era arrivato in Italia nel 2004, grazie ad Alpidio Balbo e al Gruppo Missionario Meranese. La sua strada e quella di Balbo si erano incorciate a Parakou. Il fondatore del Gmm era rimasto profondamente turbato dalle condizioni del giovane, allora poco più che un bambino, il cui ginocchio destro era stato aggredito da una devastante infezione. A Chaddad piaceva giocare a pallone. Durante una partita aveva subito un incidente alla gamba. Niente di particolarmente grave, ma per via di cure inappropriate le condizioni dell'arto erano degenerate.
«All'inizio - racconta Chaddad - anche all'arrivo in Italia sembrava che la gamba fosse destinata all'amputazione. Ma prima il ricovero a Cortina d'Ampezzo, poi le cure nella camera iperbarica di Marghera e le ripetute operazioni all'ospedale di Padova hanno fatto il miracolo».
Dopo una parentesi di tre anni in Benin, Chaddad è tornato nel 2011 per nuovi interventi di ricostruzione. A Merano ha frequentato con esito positivo il terzo anno dell'Itc. Oggi torna a Parakou, dove grazie alle conoscenze (e alle lingue) acquisite potrà lavorare negli uffici del suo Comune. Cestinati i momenti più bui, in valigia metterà tanti bei ricordi della sua permanenza in Italia e una profonda gratitudine che gli si legge in un sorriso solare.
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