BOLZANO. «A forza di accettare i ricatti altrui e di abiurare, magari si governerà ancora un po' ma non vinciamo noi, non vince il Pd. E neppure la Svp. Vincono solo i grillini. E magari i Verdi, che hanno imparato a copiare i loro no». Chiara Pasquali è nell'invidiabile posizione di dire finalmente quello che pensa (e pensano in molti) dopo avere fatto quello che ha detto, cioè dimettersi. Arte, quest'ultima, rarissima.

Il Pd ha abiurato a cosa?

«A tutto quello in cui abbiamo creduto».

Benko?

«Non solo. Dietro a Benko c'è un'idea di sviluppo che coinvolge i privati. Ci abbiamo investito energie per due anni e mezzo. E ho detto che la legge 55 va cambiata, ma senza buttare via il bambino con l'acqua sporca. E adesso Gigi se ne esce così...».

E le altre abiure?

«Diciamo di sì o di no a tutto e al contrario di tutto. Ci prepariamo a disfare il masterplan per accontentare Verdi e Sel, ma anche a multare i mendicanti per accontentare la voglia di ordine della Svp».

Abiurare per governare, questo è il principio?

«Bel principio. Perché alla fine la domanda è: qual è la proposta del Pd per la città? Quella di ieri, quella di oggi già diversa da ieri o quella di domani?».

Margheri dice: via Benko, puntiamo all'Areale.

«Bello slogan. Ma è una bufala. Cosa crede, che l'Areale si farà coi nostri soldi? O con quelli della Provincia? Si farà solo coi privati. E non con una cordata locale. Nessuno ha così tanto denaro a Bolzano. Si farà, se si farà, con due, tre, dieci Benko. Gruppi internazionali, multinazionali dell'immobiliare. Stranieri. Che vorranno quello che tutti vogliono: il profitto. Parola difficile da pronunciare per Margheri, immagino. Ma è la realtà. E non basteranno i 200 milioni di Benko, servirà un miliardo almeno».

Dunque?

«Prevedo che non si farà nulla. Soprattutto se daremo di noi l'immagine di una città che sa solo disfare».

La sinistra vuole anche rivoltare il suo masterplan.

«Bene. Tutto in mano al pubblico. Decide il Comune anche le virgole. Torniamo al secolo scorso, a un altro mondo, non a quello di oggi. Ma possibile che certa sinistra non faccia mai i conti con la realtà? Invece la realtà va gestita, piegata all'interesse collettivo, non rifiutata»

Previsioni?

«L'esempio è il buco di via Alto Adige. Col dirigismo ti saluto progetti... Sarà tutto fermo. Il Comune e Margheri faranno tanti bei disegnini sulla carta e tante "cornici", ma nessuno le riempirà».

Il Pd governa. Una vittoria?

«Vittoria amara. Non ha ricostruito il centrosinistra, ha solo accettato sempre più ricatti. Non si è mai visto che un governo sia in balia della pistola che la Stefanelli tiene sotto il tavolo. Non nasce mai niente di buono in queste condizioni, solo amarezza, voglia di vendicarsi e infedeltà».

Una malattia della sinistra?

«Una malattia anche bolzanina. Se giro l'Alto Adige vedo sempre qualcosa di nuovo nei paesi e nelle città. A Bolzano no. E non è solo colpa della Provincia matrigna, ma del nostro individualismo esasperato. Se a uno viene un'idea, la prima reazione è no. Non sappiamo più accettare il compromesso per ottenere comunque un risultato. Qual è il progetto perfetto? Non esiste. E dunque nessun progetto va realizzato»

Tanti errori?

«In questa fase soprattutto due per quanto riguarda un possibile sviluppo della città. La tragica decisione delle Pitarelli, per cominciare. Una mossa stupidamente sbagliata. Poi non aver cambiato prima la legge 55. Perché, come si vede dal ruolo decisivo del consiglio comunale, lascia comunque l'ultima parola al pubblico, alla democrazia. Ma all'ultima parola ci si è arrivati lacerati. Bisognava evitarlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA