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BOLZANO. Si chiama «Dura lex, sed lex», ovvero «la legge è dura, ma è sempre la legge», un comitato che chiede l'espulsione dei rappresentanti del M5s dal consiglio regionale del Trentino Alto Adige per aver presentato un ricorso al Tar contro la legge sulle cosiddette pensioni d'oro.
Dopo le aspre polemiche della scorsa primavera, la legge sui vitalizi dei consiglieri regionali è stata modificata, ma Paul Koellensperger, Filippo Degasperi e Manuela Bottamedì rischiano ora comunque di dover lasciare il consiglio, perchè la legge elettorale prevede esplicitamente l'incompatibilità per i consiglieri che hanno cause pendenti con la Regione oppure la Provincia. I membri del comitato «Dura lex, sed lex - spiega Paul Koellensperger - vogliono restare anonimi". Ma in molti sospettano che si tratti di un'iniziativa di alcuni ex consiglieri regionali che si oppongono al recente taglio dei loro vitalizi. Il comitato ha così inviato un'istanza alla Commissione di convalida chiedendo di verificare la posizione dei consiglieri M5s.
Sereno Koellensperger: "Vogliono farmi fuori, chiaro. Ho fatto una battaglia che ritenevo giusta, in nome dell'interesse pubblico. Evidentemente ho dato fastidio a qualcuno. Se dovessi decadere dalla carica, nessun problema, torno a fare quello che facevo prima. E un altro eletto del movimento prenderà il mio posto".
"Quando è stato il momento di decidere se depositare il ricorso al Tar - prosegue Koellensperger - , l'avvocato era stata chiara: "Esiste la possibilità che chiedano la vostra decadenza dalla carica di consiglieri". Abbiamo scelto di andare avanti comunque, avevamo esaurito gli strumenti di battaglia politica, ma alzare bandiera bianca di fronte ad una legge ingiusta (la 6/2006) che prevedeva il versamento del valore attuale dei vitalizi ai consiglieri regionali ed ex, per noi non era un'opzione. Fare una battaglia, anche legale, per l'interesse della collettività è ciò che noi riteniamo fare parte dell'esercizio del nostro mandato. Ma chi ora si aspettasse atteggiamenti da parte nostra da perseguitati, martiri della democrazia, resterà deluso.
Ma questo non toglie nulla a quello che sono i fatti. Che sono questi: il fantomatico comitato "Dura lex, sed lex" i cui membri sono così preoccupati del rispetto della legalità e della trasparenza da voler rimanere anomini, ha presentato un'istanza al Consiglio provinciale contro il sottoscritto. Le ragioni? La colpa imperdonabile di aver promosso con il M5S un ricorso al Tar per contrastare la vergognosa legge sui vitalizi.
Esistono precedenti di sentenze che vanno a distinguere l'attività politica - anche portata alle sue estreme conseguenze, quindi in tribunale - dalle normali liti civili e amministrative, ma tant'è. A me non rimane che attendere sereno le valutazioni della commissione. E comunque non è il giudizio di giudici o commissioni a starmi più a cuore, ma quello dei cittadini".


