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MERANO. La cooperativa Trilli, nata più di vent'anni fa per organizzare la raccolta e la vendita di abbigliamento e materiali specifici per i bambini a prezzi contenuti, con la fine del mese di ottobre chiude i battenti.
A strozzare il sogno di aiutare le famiglie in difficoltà con un classico «second hand shop» nel quale acquistare giochi, carrozzine, piuttosto che abbigliamento per bambini, a prezzi contenuti, garantendo comunque un piccolo introito a quelle famiglie che altrimenti avrebbero finito con il gettare in un angolo della cantina vestiti e giochi usati sono i debiti.
In tre anni la cooperativa che fa capo a Irene Pedevilla ha accumulato un buco in bilancio di 250 mila euro che nessuno pare sia disposto a coprire. Negli anni la cooperativa Trilli, ha cambiato quattro sedi operative e ha allargato la propria attività anche ai servizi di pulizia per enti pubblici e aziende private. Fatale per l'esistenza della cooperativa pare sia stato proprio uno di questi servizi. A ottobre 2014 la cooperativa ha perso l'appalto del servizio pulizie di Casa Basaglia a Sinigo, il centro riabilitativo per persone con problemi psichici dell'Azienda sanitaria e da quel momento sono iniziati i guai.
Ora a rischio sono i posti di lavoro dei ventotto dipendenti di Trilli, che da inizio novembre si troveranno a fare i conti con il liquidatore della cooperativa, che la prossima settimana sarà nominato e incaricato dal consiglio direttivo.
«Fino a oggi - spiega Irene Pedevilla - nessuno si è fatto avanti dandoci la disponibilità di aiutarci. E con tre bilanci consecutivi che chiudono in perdita ora è la legge a imporci la chiusura. Il nostro tentativo di salvataggio, che non è completamente tramontato, riguarda almeno il negozio di second hand, crediamo un punto di riferimento importante per centinaia di famiglie di Merano. La scelta di allargare la nostra attività ai servizi di pulizia era stata presa negli anni proprio per riuscire a finanziare il negozio. La perdita dell'appalto dei lavori di Casa Basaglia ci ha messo in ginocchio».
Nella sua storia la cooperativa Trilli è passata per quattro diverse sedi: dopo l'avvio al piano terra di uno dei palazzi di piazza San Vigilio il negozio si era trasferito in via Carducci, di qui verso uno spazio più ampio andando a occupare gli ex locali della Standa di via Leopardi. Ma proprio i costi di questo spazio hanno consigliato la cooperativa abbastanza in fretta di trasferirsi ulteriormente, andando a trovare sede in via Huber, nel tratto compreso tra via Wolf e via Verdi, dove fino a qualche anno fa si trovava il supermercato il Pellicano.
Anche questo tentativo di risparmiare sui costi di affitto però pare non sia stato sufficiente a rimettere in sesto i conti della cooperativa. I più preoccupati del destino di Trilli sono ovviamente i 28 dipendenti, che sanno già di perdere il posto. L'altro ieri i vertici della cooperativa hanno avuto anche un incontro con l'assessore al sociale Stefan Frötscher, senza però ottenere, oltre all'interessamento, grandi sbocchi.


