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CHIUSA. Obiettivo raggiunto, ma ora le ambizioni si spostano ancora più in alto. Il Comune di Chiusa ha toccato il punto più basso nella sua storia in quanto a consumo energetico. Il traguardo è stato raggiunto con una serie di accorgimenti messi in campo negli ultimi anni, tutti volti ad un contenimento degli sprechi energetici da tutti i punti di vista: si è partiti da un severo controllo dei termostati negli uffici pubblici, fino alle ristrutturazioni per arrivare alla trasformazione degli impianti di riscaldamento. «I numeri ci aiutano - spiega l’assessore Meinrad Kerschbaumer - e per questo abbiamo appena realizzato uno studio sugli ultimi dieci anni di consumo energetico negli edifici pubblici di nostra competenza. E da questi numeri abbiamo imparato molto, mettendo in campo una serie di soluzioni che ci hanno permesso di raggiungere un ottimo traguardo».
Chiusa consuma circa 3,3 milioni di kilovattora in un anno, ma nel passato - non molto lontano - arrivava a superare i 4 milioni, praticamente 700 mila Kw in meno nel giro di 6 anni. Nonostante l’aumento dei prezzi nell’ultimo anno c’è stato un buon risparmio in euro, all’incirca sui 20 mila euro nell’ultimo anno.
«Le cose fatte, e che continueremo a fare - aggiunge l’assessore all’energia - spaziano su diversi fronti. Il primo è stato quello di base, con la modifica delle caldaie dove possibile, l’installazione dei pannelli fotovoltaici e l’allaccio al teleriscaldamento. Nello specifico, quest’ultimo è giunto alla saturazione e non sono previsti ulteriori ampliamenti della rete». Come al solito, però, è il fattore umano quello che più conta. «Dobbiamo sempre stare attenti e insistere molto sulla gestione. La differenza la fa chi materialmente si occupa degli edifici. Abbiamo dato indicazioni precise per l’uso del termostato negli uffici, ma qualcuno che apre le finestre perché fa troppo caldo c’è sempre. Abbiamo notato, infatti, alcune diversità fra edifici diversi e la differenza la fa proprio la gestione. Molto importante, poi, è risultato il piano di ristrutturazioni secondo criteri energetici molto rigorosi. Da due anni abbiamo istituito un fondo di 20 mila euro da spendere proprio in questo campo». Resta ancora però un problema da risolvere alla radice: «È quello della vecchia pretura a Verdines, che oggi ospita l’asilo, la scuola elementare e la casa sociale. Qui la caldaia è ancora a gasolio e ci fa spendere un sacco di soldi. Ma le ore sono contate: è già stato deciso di cambiare il sistema di riscaldamento e passare al pellet», in attesa di mettere mano a tutto l’edificio che ha 25 anni e non risponde alle moderne esigenze di risparmio energetico.
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