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CHIUSA. L’idea di unificare le strategie di marketing in un unico ente a Bressanone sembra ormai un progetto concreto per il futuro. Del resto, questa strategia funziona già bene a Chiusa. Dal 1° settembre dell’anno scorso, Markus Trocker è amministratore delegato della Cooperativa economica chiusana e si occupa in particolare del marketing della città. Lo chiamano “city-marketing” ed è una vera e propria arma commerciale patrocinata dal Comune, con 97 soci fra commercianti, artigiani, ristoratori ed enti che offrono servizi.
Il bilancio annuale ammonta a circa 200.000 euro. Questo sistema si occupa delle esigenze interne coordinando i vari settori e le varie associazioni, promuovendo la città con pubblicità e tutti i mezzi mediatici a disposizione. Deve però anche impegnarsi affinché vi sia visibilità anche verso l'esterno del comune.
Ma quali sono le potenzialità del borgo chiusano? Soprattutto due: la partecipazione ai “Borghi più belli d'Italia” e a “EuroArt”.
Come si presenta Chiusa a cittadini e visitatori? Come spiega Markus Trocker in una intervista rilasciata al portale on-line “Clausa”, ogni città è caratterizzata dal suo profilo e Chiusa si è già distinta in passato con eventi come città del vino e del ”törggelen”, città degli artisti, città delle bici e città del mercato.
“Ogni manifestazione è studiata nei minimi particolari e inserita in un quadro appropriato - spiega Markus Trocker - questo significa anche che bisogna prevenire le lamentele ed evitare possibili motivi di attrito. Ad esempio tutte le iniziative patrocinate dal Comune, che si svolgono nel centro storico, finiscono alle ore 23. È di vitale importanza salvaguardare le richieste dei cittadini, l'ambiente, l'ordine e la pulizia della città. É fondamentale non trascurare alcun particolare e i risultati ottenuti parlano da soli”.
Molti tuttavia sottovalutano e non reputano importante la strategia di marketing per la città. Secondo Trocker la ragione principale è la mancanza di una prospettiva lungimirante, “perché sono passati i tempi in cui la gente dei paesi limitrofi veniva a fare la spesa a Chiusa”. Se a questo si aggiunge il poco interesse per i giovani e attività poco motivanti, il rischio è quello di diventare una città morta.
“Bisogna riuscire a far comprendere a tutti che c'è bisogno di unione, collaborazione e coordinamento per creare una città invitante e attraente”, spiega Trocker. Quanto al futuro del city-marketing, è evidente che a Chiusa si è lavorato molto e di conseguenze si sono ottenuti buoni risultati, questo dimostra che la strategia del marketing deve continuare.
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