CHIUSA. La Corte d’appello di Trento, sezione distaccata di Bolzano, ha condannato il Comune di Chiusa al risarcimento di un automobilista che il 2 gennaio 2011 era rimasto gravemente ferito in un’uscita autonoma di strada causata dalla presenza di ghiaccio sulla carreggiata.

Affidandosi a Giesse Risarcimento Danni, società specializzata nel risarcimento di incidenti stradali, S.L., 41enne di Bressanone, ha visto riconosciute le responsabilità del Comune di Chiusa, condannato per non aver adeguatamente protetto il tratto di carreggiata lungo la statale 141 che collega Chiusa a Funes.

Erano da poco passate le 13 quando, dopo una leggera curva, il 41enne operaio ha perso il controllo dell’auto su cui viaggiava da solo, che ha perso aderenza scivolando sulla patina di ghiaccio che in quel tratto, vicino al fiume, ricopriva l’asfalto. Fino allo scontro sul traliccio della vicina linea ferroviaria poco oltre il margine della carreggiata.

Soccorso dopo essere rimasto imprigionato nelle lamiere, il 41enne ha riportato un grave politrauma che gli ha causato conseguenze permanenti agli arti inferiori e superiori. L’automobilista si è così rivolto alla sede Giesse di Bolzano chiedendo di verificare le responsabilità da parte del Comune, che dopo l’incidente ha predisposto delle barriere protettive tra il bordo della carreggiata e il traliccio.

Malgrado un primo parere negativo della sezione civile del tribunale di Bolzano, a favore dell’automobilista si è espressa la Corte d’appello, ravvisando come “il traliccio ferroviario posto a meno di un metro dalla strada sia un elemento accessorio oggettivamente pericoloso, con riferimento al quale è ravvisabile una responsabilità del Comune per non essersi preventivamente attivato al fine di predisporre delle barriere di protezione”.

Da qui la condanna, ritenendo colpevole il Comune nella misura del 50% poiché all’automobilista è stato contestato un eccesso di velocità da parte del consulente tecnico nominato dal giudice.

“Attendiamo ora gli esiti dell’istruttoria richiesta dal giudice per quantificare l’entità reale del danno e la sua ripartizione a favore anche dei familiari, che da quel giorno hanno dovuto occuparsi delle cure e del mantenimento del nostro assistito - spiega Maurizio Cibien, responsabile della sede Giesse di Bolzano - A causa dell’impatto contro il traliccio il nostro assistito ha patito importanti lesioni personali come la frattura di tutti e due i femori, di una tibia, del setto nasale, la rotture di tre legamenti del ginocchio, del muscolo bicipite destro e ulteriori ferite e traumi minori”.