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BOLZANO. Porte sbarrate per quindici giorni all’affittacamere Post di Cardano. Lo ha stabilito il questore di Bolzano, Enzo Giuseppe Mangini, dopo aver ricevuto la segnalazione dei carabinieri della stazione di Cardano che, al termine di approfonditi controlli e dopo numerosi interventi, hanno accertato che nella struttura ricettiva vengono abitualmente ospitate donne che si prostituiscono in diverse zone di Bolzano, pregiudicati e persone con precedenti specifici per sfruttamento della prostituzione.
Quello del questore non è il primo provvedimento di sospensione emesso nei confronti dei gestori del locale al civico 4 di via d’Ega. Nel novembre dello scorso anno, infatti, il sindaco di Cornedo all’Isarco, Martina Lantscher, aveva disposto la chiusura per cinque giorni dell’attività dopo i carabinieri avevano accertato la mancata pubblicità dei prezzi praticati nella struttura. Negli ultimi mesi, inoltre, il Post è stato teatro di due episodi che, se ce ne fosse stato ancora bisogno, devono avere convinto il questore a firmare l’ordinanza. Il primo, ad ottobre: nel corso di un servizio mirato per la prevenzione e repressione del consumo e dello spaccio di sostanze stupefacenti, a cui aveva preso parte un’unità cinofila antidroga, le forze dell’ordine avevano eseguito una perquisizione dei locali del “Post” e, in una stanza, erano stati trovati e sequestrati 3,4 grammi di hashish e 4,8 di marijuana. Il secondo solo pochi giorni fa, quando un anziano ha chiamato i carabinieri, raccontando di essere stato derubato del denaro e di un “gratta e vinci”. Ai militari, l’uomo ha spiegato d’essere arrivato al “Post” in compagnia di una prostituta, incontrata poco prima in via Macello. Una volta nella stanza, però, la donna gli avrebbe chiesto dei soldi per andare a comprare delle birre e poi era uscita. Ma mentre l’anziano attendeva in camera il ritorno della bella, si sarebbe presentato un uomo che si era spacciato per il fratello della donna e che, con la scusa di aiutarlo a rivestirsi, lo avrebbe derubato. Il questore, quindi, ha deciso di intervenire e far chiudere temporaneamente l’affittacamere, per evitare il ripetersi di simili situazioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Quello del questore non è il primo provvedimento di sospensione emesso nei confronti dei gestori del locale al civico 4 di via d’Ega. Nel novembre dello scorso anno, infatti, il sindaco di Cornedo all’Isarco, Martina Lantscher, aveva disposto la chiusura per cinque giorni dell’attività dopo i carabinieri avevano accertato la mancata pubblicità dei prezzi praticati nella struttura. Negli ultimi mesi, inoltre, il Post è stato teatro di due episodi che, se ce ne fosse stato ancora bisogno, devono avere convinto il questore a firmare l’ordinanza. Il primo, ad ottobre: nel corso di un servizio mirato per la prevenzione e repressione del consumo e dello spaccio di sostanze stupefacenti, a cui aveva preso parte un’unità cinofila antidroga, le forze dell’ordine avevano eseguito una perquisizione dei locali del “Post” e, in una stanza, erano stati trovati e sequestrati 3,4 grammi di hashish e 4,8 di marijuana. Il secondo solo pochi giorni fa, quando un anziano ha chiamato i carabinieri, raccontando di essere stato derubato del denaro e di un “gratta e vinci”. Ai militari, l’uomo ha spiegato d’essere arrivato al “Post” in compagnia di una prostituta, incontrata poco prima in via Macello. Una volta nella stanza, però, la donna gli avrebbe chiesto dei soldi per andare a comprare delle birre e poi era uscita. Ma mentre l’anziano attendeva in camera il ritorno della bella, si sarebbe presentato un uomo che si era spacciato per il fratello della donna e che, con la scusa di aiutarlo a rivestirsi, lo avrebbe derubato. Il questore, quindi, ha deciso di intervenire e far chiudere temporaneamente l’affittacamere, per evitare il ripetersi di simili situazioni.
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