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EGNA. «Non c’è una logica». È sconsolato il responsabile Svp della frazione di Laghetti Andrea Olivetti di fronte alla decisione di Poste Italiane di chiudere lo storico ufficio. «Questa decisione non ha spiegazioni perchè il servizio ha sempre funzionato e ha sempre avuto il suo ritorno economico. Laghetti ha 1.350 abitanti che meritano di non perdere questa opportunità. Non possiamo accettare di essere discriminati solo perchè non siamo sede di un ente amministrativo come il Comune». Già nel 2000, infatti, Olivetti ricorda la scure di una riorganizzazione. «Da 14 anni l’ufficio postale rimaneva aperto tre giorni alla settimana perchè gli altri tre erano stati tagliati per decisione della sede nazionale. Chiediamo a Poste Italiane di ripensarci perchè non si può sempre peggiorare».
La Stella Alpina ha già messo in moto tutto il meccanismo che connette i vari livelli istituzionali. «A Roma i nostri parlamentari sono stati informati di quanto sta accadendo e sono stati invitati ad intervenire con i referenti nazionali. Una soluzione potrebbe essere quella adottata in Germania, dove altre aziende possono rilevare i servizi offerti dalle poste». Si strizza l’occhio, insomma, alle privatizzazioni mentre ieri sono state raccolte le firme dei residenti contro la chiusura.
Sistemata Roma e la frazione di Laghetti a prendere posizione è anche il sindaco di Egna Horst Pichler pronto a incontrare i responsabili locali delle Poste. «L’altro giorno ho avuto un contatto con il responsabile altoatesino Ferdinand Unterkircher e la prossima settimana avremo un faccia a faccia».
L’iniziativa della petizione, intanto, è stata del Circolo Culturale. Il progetto delle Poste è quello di chiudere l’ufficio da lunedì 13 aprile per spostare tutti i servizi nell’ufficio di Egna. L’impiegata, la signora Sonia Boscheri, non sarà più presente allo sportello. Fino adesso, come detto, apriva l’ufficio tre giorni la settimana: martedì, giovedì e sabato. Gli altri tre lavora a Montagna. Il consiglio comunale, invece, affronterà l’argomento nella seduta di martedì sera con un voto all’ordine del giorno contro la chiusura. Una presa di posizione forte e probabilmente compatta.
«Si tratta di un danno enorme - l’opinione dell’assessore con delega alla mobilità e agli anziani Cristina Wegher - per i disabili, i malati o semplicemente chi fa fatica a muoversi. La comunità della frazione è molto arrabbiata e stanca. Prima abbiamo avuto bisogno di battagliare per mantenere il medico di base e continuiamo a spenderci per far rallentare il traffico sulla vicina statale del Brennero. Ora arriva anche questa mazzata dell’ufficio dele Poste».
Lo sportello di Laghetti, comunque, non sarà l’unico colpito dalle forbici della riorganizzazione. Anche a Pineta di Laives, infatti, le Poste sopprimeranno il servizio. Altro bacino di circa 2.000 residenti. Anche qui l’amministrazione ha subito cercato la reazione forte, ma le logiche nazionali potrebbero avere la meglio.
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