BRESSANONE. Aprire una discussione sulle aperture dei negozi e dei locali pubblici nei giorni festivi in modo da centrare l'obiettivo di trasformare Bressanone in una vera città turistica. Questo l'auspicio del presidente degli albergatori ed esercenti di locali pubblici nonché dell'Associazione turistica Markus Huber, in relazione alle critiche lanciate dal consigliere comunale di Alto Adige nel Cuore Antonio Bova all'indomani della chiusura pressocché totale di negozi e bar di domenica 28 dicembre. Quello che faceva notare Bova è la necessità di un cambio culturale da parte dei commercianti che dovrebbero pensare in modo più concreto a cosa significhi città turistica. La richiesta dell’impegno pubblico (vedi funivia, parcheggi gratuiti eccetera) dovrebbe essere accompagnata da un eguale impegno delle categorie economiche. Pur sapendo, è evidente, che tenere aperto un negozio di domenica non è impresa semplice. Va considerato, infatti, come molto spesso si tratta di aziende dia gestione familiare a cui è impossibile chiedere aperture continuative. Peggio ancora quando si dovesse contare su personale pagato nel giorno festivo: le casse delle aziende medio piccole faticherebbero a reggere il costo.

«Il problema esiste, è vero, perché generalmente i bar seguono i negozi. Quando i negozi sono chiusi anche i bar restano chiusi – spiega Markus Huber, presidente degli albergatori – E dal punto di vista turistico non va bene. Capisco che dopo un'apertura continuata di settimane, come avviene nel periodo prenatalizio, occorra un momento di pausa, ma in una domenica come il 28 dicembre, con un pienone di turisti, forse ci si sarebbe potuti organizzare meglio. In ogni caso, tutti i ristoranti erano aperti, ogni ristorante ha anche il bar e quindi il problema era solo la chiusura dei negozi».

Huber ritiene che la politica dovrebbe intervenire per organizzare le cose. «Politici, albergatori e commercianti dovrebbero aprire una discussione per organizzare le aperture dei locali e dei negozi nei giorni festivi – conclude Huber – Non so, si potrebbe ad esempio pensare ad aperture di mezza giornata, magari solo la mattina o il pomeriggio, in modo da centrare veramente l'obiettivo del progetto City Marketing, e cioè fare di Bressanone una città turistica di alta qualità».

Anche l'assessore al turismo e al commercio Peter Brunner ritiene che bisognerebbe organizzarsi meglio in occasioni di festivi e domeniche con grande afflusso turistico. «Ho parlato con il fiduciario dell'Unione Hanspeter Federer e mi ha detto che le critiche di Bova sono fuori luogo, visto che i negozi sono rimasti aperti per cinque settimane di seguito e una pausa era ovvia – spiega Brunner – Comunque, dal punto di vista turistico credo che occorra riflettere e pensare ad organizzare meglio le cose nei settori commercio e gastronomia almeno nelle domeniche più affollate. Insomma, bisogna creare sinergia tra le aperture delle grandi catene commerciali e i negozi più piccoli. Ci lavoreremo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA